Continua il botta e risposta tra i vertici dell'Asia e i lavoratori. Dopo la reazione dei sindacati scaturita dalla lettera a firma del direttore tecnico dell'azienda comunale dei rifiuti, e la risposta dello stesso Romito, i sindacalisti tornano sull'argomento per chiarire ancora una volta la fondatezza delle loro preoccupazioni.
Cgil, Uil, Fiadel e Cisl, infatti rimarcano ancora una volta come “dopo la lettera ricevuta il 28 novembre non possono non evidenziare come il contenuto ed il tono sia oltremodo indecoroso nel rispetto che si deve ai dipendenti ed in particolare a coloro che sono portatori di unico reddito familiare e che oggi sono giustamente preoccupati”.
Le rappresentanze sindacali dell'Asia spiegano inoltre che “Tutti i dipendenti hanno da sempre svolto le mansioni loro assegnate con diligenza, attenzione e sacrificio nel rispetto delle mansioni affidate e non possono assolutamente essere individuati come i responsabili di una città sporca, se sporca. Le scelte su come intervenire sono dell'azienda e giammai dei dipendenti che si attengono a quanto loro assegnato”. Per questi motivi i sindacati diffidano la dirigenza aziendale di accusare i dipendenti. “E' più che noto che solo un'ampia meccanizzazione del servizio di spazzamento può dare utile risposta alle inciviltà spesso imprecate, il tutto congiunto a campagne informative nelle scuole di ogni ordine e grado per educare le giovani generazioni”.
I sindacati si dicono concretamente “disponibili a qualsivoglia utile confronto per migliorare il servizio, ma respingono con decisione qualsiasi tipo di accusa. “Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità e che non si scarichi sulla componente più debole e che non ha potere decisionale”.