Da oltre un anno e mezzo era agli arresti domiciliari. Da oggi è tornato in libertà. E' stato il Tribunale a revocare la misura (il pm Marcella Pizzillo aveva proposto che fosse attenuata con quella dell'obbligo di dimora) dopo aver ascoltato il dottore Teofilo Golia, che, pur non avendo ancora concluso la perizia psichiatrica che gli è stata affidata dal collegio giudicante per valutare la capacità di intendere e volere dell'imputato, ha escluso la pericolosità sociale di Bruno Milano, 47 anni, docente di pianoforte del Nicola Sala di Benevento, accusato di aver molestato sessualmente alcune allieve.
Difeso dall'avvocato Bruno Lanzotti, il professore, che una consulenza di parte ha definito incapace di intendere e di volere al momento dei fatti, era presente questa mattina all'udienza del processo, celebrato a porte chiuse, nato da un'indagine diretta dalla dottoressa Pizzillo, e condotta dalla Squadra mobile, che a metà maggio dello scorso anno era sfociata in un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Milano per una vicenda che si sarebbe verificata dalla fine di gennaio 2015.
L'attività degli investigatori era stata supportata dalle deposizioni di sette donne- solo una è sannita, le altre provengono da altre province- che in precedenza avevano riferito quanto sarebbe loro capitato al dirigente del Conservatorio, che aveva chiesto l'intervento della Procura. Studentesse alle quali l'insegnate avrebbe riservato – sostiene l'accusa – palpeggiamenti, toccate in più parti del corpo e frasi sussurrate. Il primo episodio a gennaio, con il tentativo di baciare una ragazza in un corridoio. Testimonianze ritenute attendibili, alle quali era seguita l'acquisizione di una serie di elementi che avevano indotto il Pm a proporre, ottenendolo, l'arresto. Comparso dinanzi al gip Roberto Melone per l'interrogatorio, Milano si era avvalso della facoltà di non rispondere.
Nel processo – il prossimo appuntamento è in programma il 31 marzo - due allieve si sono costituite parti civili con gli avvocati Lucrezia D'Abruzzo e Rosalba Viglione. Ha fatto altrettanto anche il Conservatorio, rappresentato dall'avvocato Maria Esposito.
Esp