Avellino

 

di Andrea Fantucchio

«Qui ad Avellino c'è un aria che merita di essere raccontata. Quello stesso spirito del racconto che spero possa contagiare anche i giovani registi che assisteranno al Laceno d'Oro. Il compito di questo prestigioso festival è anche questo: lanciare nuovi talenti. A me la passione del regista è nata da giovanissimo: ho fatto l'aiuto regia, il cameraman, perfino il tecnico del suono. Volevo e voglio scoprire il segreto che c'è dietro il gesto del raccontare». Che Amir Naderi sia un narratore eccezionale lo vedi dal suo sguardo profondo e fermo, prima che dai suoi film. (Alle 14.00 l'intervista su Ottochannel, canale 696, col collega Angelo Giuliani)

Lavori premiati ovunque nel mondo. Quest'anno anche a Venezia, con il riconoscimento alla carriera. Naderi in questi giorni è ad Avellino per il Laceno D'Oro.

«Il mio ultimo lavoro, “Monte”, – spiega Naderi ad Ottochannel e Ottopagine grazie all'aiuto dell'interprete Sergio – è un film interamente italiano: dalla location agli artisti. I protagonisti sono una famiglia di contadini che sfida la presenza di una montagna che con la sua ombra si staglia anche materialmente sul loro futuro. Eppure, nonostante gli avvertimenti che ricevono dall'esterno, nessuno della famiglia vuole abbandonare la propria terra e la propria casa. Tutti restano fedeli alla propria identità».

Una trama che racchiude inevitabilmente tratti autobiografici con Naderi che, in tenera età, è stato costretto a lasciare il suo paese per andare a New York. Ma nell'altro continente si è portato dietro i suoi sogni, quelli di regista, che nessuno ha potuto rubargli. Le avversità della vita, come il monte narrato nel suo ultimo lavoro, non sono riuscite a cancellare la sua forza d'animo e la speranza che si è portato dietro anche ad Avellino.

Prima di giungere al Godot Art Bistrot, si è concesso una passeggiata in città. Ideale continuazione della sua “immersione lampo” nel capoluogo iniziata ieri sera.

Chissà cosa avrà pensato della città e dei suoi abitanti. Quella frase: “C'è una voglia di raccontare nell'aria che va raccolta guardandosi intorno con attenzione”, potrebbe leggersi come la metafora di una città alla ricerca costante della propria identità. Un senso di appartenenza che comunque non è del tutto evaporato.

Ma questa è la nostra lettura. Naderi infatti da buon regista, si tiene il mistero dell'allusione e lascia all'ascoltatore il compito arduo dell'interpretazione. Per chi vuole saperne di più l'appuntamento col regista è previsto domani al cinema Partenio. Ore 20.30. Quando Naderi riceverà il prestigioso premio Camillo Marino.