Benevento

Una classifica da sogno, terzo posto solitario ad un punto dal Frosinone e a tre dal Verona. Stasera la strega volteggia festante sul suo stadio.

La chiave tattica – Baroni cambia modulo. All’improvviso, ma non in maniera inattesa. Gli mancano gli esterni, gli sono venuti meno Melara e Pajac, non si fida di Jakimovski. Allora è 4-3-3, per la prima volta dal primo minuto. E’ la mossa azzeccata dell’allenatore fiorentino, perché proprio in mezzo al campo il Cesena mostra il meglio di sé. Non sempre si può attaccare e basta, qualche volta bisogna tener presente quello che sanno fare gli avversari. E coprire gli spazi che possono aprirsi davanti ai romagnoli è una decisione saggia. Buzzegoli regista arretrato, davanti a lui Del Pinto a destra,  Chibsah a sinistra. Magari i meccanismi non saranno ancora oliati, ma è una bella alternativa tattica per la squadra giallorossa.

La svolta – Il gol di Chibsah è la svolta del match. Andare negli spogliatoi sotto di un gol sarebbe stata una iattura oltre he un'ingiustizia dpo un tempo giocato bene e con importanti occasioni da rete. Invece la squadra ci mette tutta la determinazione possibile per trovare il pari e mettere la palla in reta a tre minuti dalla fine del tempo è oro colato.

L’errore – E’ chiaro che sul gol segnato da Djuric sia tutta la difesa a sbagliare l’uscita del fuorigioco. Il gigante bosniaco non ha bisogno di quei regali, ma se si ritrova tutto solo davanti alla porta è ovvio che non fallisca.

La prodezza - Cuore e tecnica. La Prodezza ha queste caratteristiche. Il cuore ce lo mette la squadra che non molla mai, che sa soffrire ma non si arrende neanche quando sembra alle corde. La tecnica, e sopraffina, ce la mette il Cicero, che quando accelera può ubriacare chiunque. Lo fa contro avversari che fin a quel momento gli avevano reso la vita dura: una magia sul perimetro del campo, in combutta con un altro govane d'avvenire Bright Gyamfi, poi un sinistro accarezzato per lasciare di stucco Agazzi. Giù il cappello, è un gol da grande campione. Di quelli che piacciono a Gian Piero Ventura.

Franco Santo