di Andrea Fantucchio
«Le carte vanno lette con attenzione. E' la gestione dei dipendenti comunali a finire sotto accusa nel caso che si tra creando intorno al teatro Gesualdo. Si tratta quindi del comune che fa il processo al comune. Come consiglio d'amministrazione abbiamo sempre dialogato con l’amministrazione comunale a tutti i livelli: il sindaco, il segretario, il dirigente economico, il dirigente alla cultura, il revisore dei conti. E’ strano che tutta questa filiera, escluso chi deve ancora venir fuori, abbia commesso una marea di errori e ancora più strano che non ci sia un colpevole». E' un Luca Cipriano dall'atteggiamento serafico ma dai contenuti incendiari quello che risponde alla stampa sulla questione che riguarda i conti del teatro Gesualdo. (Clicca sulla foto di copertina per guardare il servizio di Ottochannel, canale 696, realizzato dal collega Angelo Giuliani e con il montaggio di Matteo Piscopo)
Oltre a delle mancanze nei documenti che impediscono, allo stato attuale, di ricostruire un quadro apparso comunque preoccupante. Se si considera che, la cifra che il comune deve ripianare in relazione all'ultimo anno di gestione, ammonterebbe a circa un milione di euro.
«Ripeto – dice Cipriano, al Cimarosa per la presentazione del Natale organizzato da C'entro per il Centro – io non mi occupavo di amministrazione finanziaria. Nella relazione di Terraciano, che invito a leggere bene prima di sparare nel mucchio dicendo o scrivendo cose inesatte, sono indicate responsabilità da verificare in capo a i dirigenti, funzionari e ai tecnici comunali. Accuse che dovranno essere comunque verificate. E sulle quali le persone chiamate in causa, non certo io e il vecchio consiglio di amministrazione, dovranno rispondere. Il mio cda (consiglio d'amministrazione) è nominato nella relazione solo con una frase generica. E nel documento non viene chiarita alcuna responsabilità specifica. Noi siamo sicuri di aver operato nella massima onestà e trasparente».
Cipriano, interrogato sulla relazione, chiarisce ancor meglio la questione relativa alle responsabilità: «Dalla relazione in questione – spiega – stilata comunque da un perito di parte, emergerebbe che i dipendenti comunali, i dirigenti e il segretario preposto abbiano sbagliato il loro lavoro. Inducendo in errore altri, fra i quali ci siamo anche noi del vecchio consigli d'amministrazione. Il nostro più grande auspicio è che non si facciano accuse generalizzate. Se c’è qualcuno che ha sbagliato è giusto che paghi. Fa bene la Procura ad indagare come sta facendo».
«Il Comune – continua - non è composto solo da sindaco e giunta. Mi sembra abbastanza ampia la filiera amministrativa preposta anche al controllo dei teatro che era ed è in capo a dirigenti e funzionari. Ed è proprio fra questi che potrebbe emergere qualche altro nome non ancora venuto fuori. Invito comunque tutti a non emettere giudizi affrettati senza conoscere la questione nel merito. E senza soprattutto leggere con attenzione le carte».
Per quanto riguarda gli arretrati del Teatro sulle cui cifre si sono pareri discordanti, Cipriano conclude: «Io non ho ben compreso da una prima lettura della relazione a quanto ammonterebbe il debito accumulato dal teatro. Personalmente stimo la situazione debitoria fra gli 800mila e 1 milione di euro. Ma ci sono altrettanti crediti che il teatro deve incassare dal Comune e dalla Regione. Il buco, come lo chiamano alcuni, si ha quando si spende senza copertura economica. Qui si tratterebbe invece di un ritardo compiuto da chi doveva erogare i crediti che spettavano al teatro. Sono anni che mi lamento di quei ritardi. Inoltre, ora sarebbe auspicabile che i responsabili comunali vadano dalla Regione, con i cui uffici sembra i nostri amministratori abbiano buoni rapporti, e si facciano erogare i 500mila 600mila euro che spettano al teatro. Invito tutti in questa fase ad avere rispetto per l’amministrazione comunale e per chi ha gestito il teatro. Troppi parlano senza conoscere i fatti».