Ha ribadito le sue accuse, anche se, a parere della difesa, con qualche discrasia rispetto alle date ed alle modalità degli abusi, di cui sarebbe rimasta vittima, che aveva indicato nella denuncia. Lo ha fatto dinanzi al gip Gelsomina Palmieri, nel corso dell'incidente probatorio chiesto dal sostituto procuratore Iolanda Gaudino nell'inchiesta, condotta dai carabinieri, a carico di un 58enne e della sua compagna, di Benevento. Lui chiamato in causa per violenza sessuale ai danni della figlia, lei solo per i maltrattamenti, peraltro contestati anche all'uomo.
La ragazza, poco più che ventenne, è stata ascoltata in forma protetta questa mattina, quando, assistita dall'avvocato Olimpia Rubino, ha risposto anche alle domande dell'avvocato Antonio Leone, difensore della coppia. L'attività investigativa riguarda fatti che si sarebbero svolti tra la fine del 2015 ed i primi mesi dell'anno in corso. Nel mirino degli inquirenti sono finiti i comportamenti che il 58enne avrebbe mantenuto nei confronti della giovane, costretta a subire le sue voglie sessuali, ma anche le vessazioni e le angherie di cui si sarebbero resi responsabili nei suoi confronti sia il genitore, sia la convivente.
L'inchiesta era partita quando la ventenne era riuscita ad allontanarsi dall'abitazione nella quale viveva e a rivolgersi ai militari, ai quali aveva raccontato la sua storia. Punto di partenza di un lavoro finalizzato, ovviamente, a stabilire la fondatezza delle circostanze illustrate, delle condotte addebitate ai familiari. Come sempre nei casi registrati tra le mura domestiche, un compito per nulla semplice. Di qui, con l'obiettivo di acquisire e cristallizzare la prova prima del dibattimento, la richiesta di incidente probatorio avanzata dal Pm. Appuntamento nella struttura di San Pasquale, dove sono riecheggiate ancora una volta, purtroppo, le parole dell'ennesima storia di presunta violenza familiare. Raccontano di un papà che, secondo gli inquirenti, avrebbe riservato le sue squallide attenzioni a sua figlia. Non è la prima volta. Purtroppo.
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