Avellino

 

di Marco Festa

Prima il campo, poi la palestra; con Novellino a non lasciare respiro e a tenere l'attenzione alta con una cura quasi maniacale dei dettagli: l'Avellino ha condotto in porto il secondo giorno di preparazione in vista del derby casalingo con il Benevento, in programma sabato con calcio d'inizio alle ore 15. Seduta di allenamento a porte aperte tra le mura amiche questo pomeriggio per i lupi, che continuano a lavorare sul 4-4-2 che il neo-tecnico ha da sempre come modulo di riferimento. Stesso assetto tattico, cambieranno gli interpreti rispetto all'undici iniziale opposto sabato scorso all'Ascoli: sia per necessità, sia per scelta. In primis c'è da gestire l'assenza per squalifica del centrale Marco Perrotta: anche oggi William Jidayi è stato provato al fianco di Berat Djimsiti. Rinviato il suo ritorno a centrocampo: c'è bisogno in difesa dell'italonigeriano, nettamente favorito su Layousse Diallo. A compltere il pacchetto arretrato, stando almeno alle indicazioni odierne, sarebbero Alejandro Damian Gonzalez a destra (occhio, però, al possibile impiego di Richard Lasik in un ruolo già interpretato ai tempi del Brescia) e Patrick Asmah a sinistra. A centrocampo si va verso la conferma di capitan Angelo D'Angelo e Fabrizio Paghera nelle vesti di interni, al pari di quella di Daniele Verde sulla fascia destra. La novità dovrebbe essere rappresentata dall'utilizzo dal primo minuto, sulla corsia mancina, di Niccolò Belloni, che ha smaltito la gastroenterite che lo aveva costretto a saltare la ripresa e dovrebbe essere preferito al balbettante Luca Crecco. In avanti, indiziati a vedersi confermata la fiducia Luigi Castaldo Matteo Ardemagni, anche se Benjamin Mokulu scalpita, al pari di Idrissa Camarà (nella foto mentre riceve dei dettami sulla posizione da Novellino) e Soufiane Bidaoui è in ottima forma. Da domani porte blindate per rodare meccanismi e testare soluzioni lontano da occhi indiscreti: derby fa pure rima con pre-tattica e allora è il momento di coprire le carte. Sabato sarà invece tempo di lanciarle sul tappeto verde del “Partenio-Lombardi” auguarandosi di tirare fuori dal mazzo una mano buona o qualche jolly per far saltare il banco; per ficcarsi, come da proverbio, in un piatto ricco che permetterebbe di guardare alla fine del girone di andata con umori decisamente differenti rispetto a quelli ereditati dalle prime diciassette giornate.