Salerno

Partiamo da un presupposto fondamentale: la Lega Pro è una cosa, la serie B un'altra. Il salto di categoria pesa e non tutti, nel recente passato, hanno dimostrato di poter essere determinanti in cadetteria così come accadeva in terza serie. Ciò detto, è evidente che a questa Salernitana manca il contributo di Giuseppe Caccavallo, calciatore reduce da un'annata strepitosa in quel di Pagani, corteggiatissimo da numerose squadre e che, per quanto dimostrato durante gli allenamenti, avrebbe meritato sicuramente più spazio. Voluto fortemente dal direttore sportivo Fabiani in estate (era ad un passo dalla firma con il Perugia, ma scelse Salerno per il fascino della piazza e la serietà della società), l'ex Casertana ha rifiutato tutte le offerte fino all'ultimo giorno di mercato con l'obiettivo di ritagliarsi uno spazio importante in serie B e di conquistare il cuore di una tifoseria che, sin dal ritiro, lo ha sostenuto ed incoraggiato con affetto.

A Sarnano, in effetti, è stato in assoluto uno dei migliori: sempre tra i primi nei test atletici, tra i più duttili tatticamente, puntualmente in gol nelle sgambature estive e tante giocate di classe, caratteristiche che avevano sorpreso uno staff tecnico che ammise di "non conoscerlo in fondo, ma lo seguiamo con interesse perchè sta dimostrando di essere un elemento valido, che deve migliorare soltanto in fase di non possesso per definirsi pronto per la categoria". L'idea era quella di sfruttare la sua rapidità e la bravura nell'uno contro uno soprattutto a partita in corso, quando gli avversari iniziavano ad essere stanchi. Ad ora, però, è sceso in campo soltanto in sette occasioni, solo una volta da titolare. Il bottino, inevitabilmente, è magro: un assist (in casa contro l'Entella), una traversa (ad Ascoli, quando fu sostituito pur essendo stato il migliore in campo per i granata) e nulla più, troppo poco per un giocatore che, ancora oggi, negli allenamenti sta dimostrando di avere mezzi, carattere, forza fisica e personalità per dare un contributo notevole.

Il 4-3-3 di Bollini potrebbe esaltarne le caratteristiche, ma anche domani si accomoderà in panchina e guarderà i compagni da fuori, provando a caricarli con quella grinta che lo ha reso indispensabile all'interno dello spogliatoio a prescindere dal minutaggio. Le prossime quattro partite potrebbero decidere il suo destino: se le cose continuassero così, non è da escludere che possa accettare le proposte di Venezia, Sambenedettese o Modena, un addio che lo ferirebbe molto umanamente, ma che gli permetterebbe di dimostrare altrove le sue indiscutibili potenzialità. Al mister il compito di valorizzare al meglio il materiale umano a disposizione, a lui quello di farsi trovare pronto e di continuare ad allenarsi con grande serietà.

Gaetano Ferraiuolo