di Siep
Un caso da risolvere, un giallo fitto. Prove biologiche da equiparare per dare un nome al killer che ha sgozzato e ucciso Vittorio Materazzo, sotto casa sua a Chiaia. La signora Elena Grande, vedova dell'ingegnere 51enne brutalmente ucciso - con le sue cognate Roberta, Maria Vittoria, Serena e Simona, attraverso una nota, "confermano la piena fiducia nel lavoro degli inquirenti e la loro convinzione nell'innocenza di Luca". Il fratello di Vittorio Materazzo, Luca, è attualmente l’unico indagato nell’efferato delitto.
Grande, e le sue cognate esprimono anche "il loro fermo disappunto per il modo con cui sono state commentate le esequie del loro compianto, tenutesi nel pomeriggio di venerdì. Smentiscono, in relazione a tale vicenda, l'esistenza di divisioni e fratture in seno alla famiglia e ribadiscono che l'informazione sul punto fornita, siccome volta a rappresentare un simile quadro, è falsa e infondata e comunque di pregiudizio per i minori coinvolti".
Intanto proseguono le indagini e gli accertamenti tecnici per isolare le tracce di Dna rinvenute sugli indumenti utilizzati dall’assassino e confrontarli con quelli dell’unico indagato, il fratello della vittima Luca Materazzo. Dopo i prelievi di lunedì, atto dovuto per effettuare ogni passaggio di indagine, i periti della famiglia e quelli di Luca Materazzo, hanno continuato a lavorare per rilevare dalle 13 tracce isolate i campioni di Dna. Vincenzo Materazzo è stato ucciso con 35 coltellate di cui una alla gola, sotto casa in viale Maria Cristina di Savoia aveva tracce biologiche, probabilmente dell’assassino, anche sotto le unghie.