Avellino

 

di Andrea Fantucchio

«Grazie di essere venuto. Siamo incazzati di brutto». Il caro amico Luca Del Gaudio del gruppo Facebook, “Non sei irpino se”, ha riunito un bel po' di commercianti. (Guarda il video cliccando sulla foto di copertina) E poi ha telefonato a noi di Ottopagine e Ottochannel che certo non ci siamo sottratti. 

A via Luigi Amabile l'atmosfera natalizia non è mai arrivata. E allora Ciro della Vecchia Napoli, Genny di Bolero, Raffaele di Legea, Gennaro Marano espongono i loro dubbi. Ma, nonostante il momento difficile, non rinunciano a suggerire qualche soluzione. Sperando che qualcuno, fra gli amministratori, li ascolti. 

«Organizzano – dice Raffaele - le targhe alterne quando non ci dovrebbero essere. E’ una situazione drammatica perché non incentivano il commercio. Stiamo cercando di far “camminare” le nostre attività nel miglior modo possibile. Ma non si può arrivare a questo»

Più categorico Gennaro: «Un calo di vendite. Di lavoro. E’ una zona morta. Non hanno messo luci per attirare gente. Via Luigi Amabile è una strada abbandonata».

Nel bar di Ciro: «Sono ventotto anni che sto qui. Diamo attenzione ai clienti, abbassiamo perfino il costo del caffè. Ma non può bastare. L’amministrazione ci ha abbandonati. Se vai fuori vedi tutti i negozi chiusi».

La signora Melillo di Bolero ci accoglie nel suo negozio: «Noi commercianti ci organizziamo nel miglior modo. Abbiamo fatto gli investimenti per fare il meglio. Ma il comune azzera tutte le nostre prospettive. Il centro storico dovrebbe essere il fulcro della città e invece è il cimitero. Sul blocco della viabilità il comune doveva anticiparsi. E non indire questo provvedimento così durante le feste quando la gente vuole spendere. Per quanto riguarda le casette: che dire, non creano indotto. E costringono chi è lì dentro a stare al freddo per tante ore al giorno».

Per Marano: «A Natale ci vuole una vera attrazione che porti gente. Qui ad Avellino non hanno idea di che significhi. Altrove, penso a Napoli o Salerno, le strade sono piene di turisti».

Ciro è categorico:«La prima cosa è concedere i permessi di transitare. Qui hanno bloccato tutti. Ci vuole tolleranza anche per i parcheggi. Anche così la città muore. Basta andare lì fuori e vedi quante attività hanno chiuso. Una strada dimenticata».

Le loro voci si aggiungono a quelle che abbiamo già ascoltato al corso e al centro storico. Voci di chi la città la vive quotidianamente e pretende di essere rispettato. Cittadini che pagano le tasse regolarmente. Che nelle loro attività investono tempo e denaro. Che a quelle attività hanno legato il benessere delle proprie famiglie e non possono essere certo abbandonati.

Uno scenario che fra restrizioni legate alla viabilità e poche attrazioni per i turisti si sta già concretizzando. Insomma, l'albero manca, ma a molti avellinesi sembra che invece il pacco sia già stato recapitato.