di Marco Festa
C’è una parola chiave per Avellino – Benevento: storia. Perché è arrivato il momento del primo derby in Serie B della storia tra irpini e sanniti. Perché i biancoverdi devono provare a cambiarla, la storia: quella dei più recenti precedenti casalinghi contro i “cugini”, coincisa con due sconfitte ed un pareggio (l’ultimo successo interno è datato 2003); quella di una stagione che si è messa oggettivamente in salita, col terzultimo posto a certificare che non retrocedere e l’obiettivo stagionale. I giallorossi vogliono invece tramutare la loro, di storia, in una favola: ad un punto dal secondo posto, che garantisce la promozione diretta in Serie A, dopo diciassette giornate. Da neo-promossi. Voglia di fermarsi: nessuna. Sì, alle 15, al “Partenio-Lombardi”, si scrive un capitolo di una storia infinita: dai tempi dell’Anthemis contro Strega, nel 1947, testa a testa tra i liquori in grado di influenzare pure la scelta dei colori di maglia. Palla al centro: si gioca.
Novellino, subentrato lo scorso 28 novembre a Toscano, ha iniziato la sua avventura all’ombra del Partenio con una sconfitta: vuole cancellare l’1-2 con tanto di episodi penalizzanti subito sette giorni fa, tra le mura amiche, per mano dell’Ascoli, con una vittoria pesante. La dedica sarebbe scontata: ai tifosi, che non più tardi di giovedì hanno gremito la Tribuna Montevergine per far testimoniare la propria vicinanza alla squadra; per raggiungere un obiettivo: ricompattarsi, mettersi alle spalle ogni tipo di tensione e porre l’issarsi dai bassifondi della classifica come l’unica cosa che conta. Il tecnico di Montemarano, pronto a vivere il suo derby nel derby, deve fare a meno dello squalificato Perrotta, dei degenti di lungo corso Migliorini e Molina e degli infortunati Migliorini e Soumaré. A questi ultimi si è aggiunto, non più tardi di ieri, Donkor rimasto vittima di una contusione al ginocchio sinistro che lo ha tirato fuori dalla contesa. Capitolo modulo: si va verso la conferma del 4-4-2, anche se in settimana è stato provato il 4-3-3, che è però più verosimile possa essere assunto come atteggiamento tattico in determinate fasi di gioco, o gara in corso, che dall’inizio, per privilegiare un principio di specularità rispetto ai dirimpettai. Frattali, che ha riguadagnato i gradi di titolare con l’avvento della nuova guida tecnica, sarà protetto da una linea a quattro difensiva composta da Gonzalez, Jidayi, Djmisiti e Asmah, ma non è da sottovalutare pure alla possibilità dell’utilizzo di Lasik nelle vesti di terzino destro, che comporterebbe il dirottamento di Gonzalez nel cuore del pacchetto arretrato e l’avanzamento di Jidayi in mediana, al fianco di D’Angelo; o semplicemente la panchina per l’uruguaiano. A centrocampo spazio a Verde sulla fascia destra e Belloni su quella sinistra: entrambi agirebbero da esterni d’attacco in caso di tridente. A comporre il reparto di interni il già citato capitan D’Angelo, che definì la sua rete in un Benevento – Avellino 2-2 della stagione 2011/2012 come il più importante della sua carriera, e Lasik: quest’ultimo sarà preferito a Paghera e Omeonga. Il belga rientrerebbe altresì nei giochi nel caso del concretizzarsi della poc’anzi citata eventualità di utilizzo dell’ex Brescia in difesa. In attacco l’ex stregone Castaldo con Ardemagni. Ma occhio a Camarà: in gran forma e possibile sorpresa dal primo minuto.
In casa sannita, con Baroni squalificato, toccherà al suo vice Cozzi dirigere da bordocampo una gruppo ricco di talento e giocatori di prospettiva. Ciciretti, Ceravolo e Falco (quest’ultimo soffiato in estate proprio ai lupi) il trio d’attacco che tiene in ansia la fragile retroguardia dei padroni di casa, che dovrà essere impeccabile per superare indenni l’onda d’urto dei dirimpettai. A completare il 4-3-3, adottato per la seconda gara di fila pure per la necessità di fare a meno di Melara, senza dimenticare l’assenza di Bagadur, nelle retrovie, il gioiellino azzurro Cragno tra i pali; Gyamfi, Camporese (Padella non è al top e partirà dalla panchina), capitan Lucioni e Lopez in difesa; Chibsah, Buzzegoli e Del Pinto in mediana.
Sugli spalti non sarà tutto esaurito anche se le ore che precedono la partita potrebbero garantire un’iniezione importante di spettatori: saranno 800 da Benevento, preso atto del mancato aumento della capienza del settore ospiti; non meno di 6000 quelli avellinesi. Lo spettacolo sarà garantito, almeno sugli spalti. Spalti cui ci sarà anche il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, ospite della dirigenza locale, che, poco prima del match, donerà dalle mani dell’amministratore unico Walter Taccone, in compagnia dell’amministrazione comunale di Montella e di alcune associazioni montellesi, un assegno a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma dello scorso 24 agosto.
Arbitra l’incontro il signor Riccardo Pinzani della sezione di Empoli: prima volta con il Benevento, tredicesima con l’Avellino, che con lui ha raccolto finora 7 sconfitte, 4 vittorie ed un pareggio.
Avellino – Benevento: le probabili formazioni.
Stadio “Partenio-Lombardi” (ore 15)
Avellino (4-4-2): 1 Frattali; 32 Gonzalez, 25 Jidayi, 5 Djimsiti, 17 Asmah; 7 Verde, 8 D'Angelo, 15 Lasik, 11 Belloni; 33 Ardemagni, 10 Castaldo. A disp.: 22 Radunovic, 12 Offredi, 4 Diallo, 16 Crecco, 24 D'Attilio, 21 Omeonga, 26 Bidaoui, 33 Camarà, 9 Mokulu. All.: Novellino.
Indisponibili: Donkor, Gavazzi, Migliorini, Molina, Soumarè.
Squalificati: Perrotta.
Diffidati: Diallo, Gonzalez, Perrotta.
Ballottaggi: Castaldo – Camarà: 51% - 49%; Gonzalez – Omeonga: 60% - 40% (se gioca Omeonga, Lasik terzino destro e Jidayi a centrocampo).
Benevento (4-3-3): 1 Cragno; 18 Gyamfi, 15 Camporese, 5 Lucioni, 6 Lopez; 13 Chibsah, 30 Buzzegoli, 4 Del Pinto; 10 Ciciretti, 9 Ceravolo, 20 Falco. A disp.: 12 Gori, 23 Venuti, 2 Pezzi, 14 Padella, 21 De Falco, 11 Pajac, 24 Puscas, 27 Jakimovski, 19 Cissè. All.: Baroni (squalificato, in panchina Cozzi).
Indisponibili: Bagadur e Melara.
Squalificati: Nessuno
Diffidati: Ceravolo, Ciciretti.
Ballottaggi: Camporese – Padella: 70% - 30%.
Arbitro: Riccardo Pinzani della sezione di Empoli. Assistenti di linea: Daniele Bindoni della sezione di Venezia e Giovanni Baccini della sezione di Conegliano. Quarto uomo: Fabrizio Pasqua della sezione di Tivoli.
(Prima dei calciatori i loro numeri di maglia)