E pensare che qualcuno aveva chiesto addirittura alla società di cederlo a gennaio, etichettandolo finanche come "ex giocatore". Gli ultimi 180 minuti, ma in generale l'atteggiamento positivo avuto per tutto il girone d'andata, confermano invece che Alessandro Rosina è uno dei punti di forza di questa Salernitana, un elemento imprescindibile nell'undici titolare e che, partita dopo partita, sta diventando sempre più determinante. Le prestazioni offerte contro Bari e Frosinone "bocciano" senza appello il suo mentore Sannino che, convinto che "il trequartista non esista", gli ha chiesto con frequenza di giocare in posizione più arretrata facendogli perdere inevitabilmente lucidità negli ultimi 16 metri.
Bollini, invece, ha riproposto il 4-3-3, modulo che ne esalta le caratteristiche e che gli permette di essere devastante nell'uno contro uno. A Bari solo due legni e tanta sfortuna non gli hanno permesso di siglare il più classico gol dell'ex, ieri ha sbloccato il risultato addirittura con un colpo di testa sfruttando alla perfezione un assist del solito Vitale. Ogni qual volta la Salernitana perdeva palla, eccolo lì a rincorrere l'avversario fino al limite della propria area di rigore, un atteggiamento da prendere come esempio e che merita di essere sottolineato a dovere. Mettere in discussione Rosina significa aver visto un altro campionato; se è vero che qualche partita l'ha sbagliata pure lui, è altrettanto vero che il giocatore sta onorando la maglia dimostrandosi, per dirla alla Sannino, "tra i pochi numeri 10 in Italia che recupera 20-25 palloni a partita in ogni zona del campo". Si riparte, dunque, da un calciatore ulteriormente responsabilizzato e che merita di indossare la fascia di capitano: chapeau, Alessandro!
Gaetano Ferraiuolo