Avellino

 

di Marco Festa

Ci sono cose che valgono più di un derby. Dei tre punti. Della classifica. L’ora che ha preceduto il calcio di inizio di Avellino - Benevento è stata un spot per la solidarietà e per i valori più nobili che possono essere espressi anche attraverso la condivisione della passione per il calcio. La premessa è doverosa pure se per certi versi superflua: l’Irpinia porta dentro le ferite di quel maledetto 23 novembre 1980 e sa bene cosa significhi il dramma del terremoto. Una sensibilità al dramma forte, viva, che ha fatto sì che la partita contro i sanniti fosse l’occasione per dimostrare vicinanza, morale e concreta, al sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, ieri annunciato ospite d’eccezione al “Partenio-Lombardi”.

Il primo cittadino del Comune laziale devastato dal sisma dello scorso 24 agosto è stato accolto in mattinata presso un noto albergo cittadino dalla dirigenza dell'U.S. Avellino per poi fare un giro in città prima di dirigersi allo stadio in compagnia del presidente onorario Michele Gubitosa. Ad attenderlo c’erano l’amministratore unico del club biancoverde Walter Taccone, il presidente della Lega B Andrea Abodi, che non ha lesinato parole d’elogio per l’iniziativa ed il sostegno della gente irpina alla popolazione di Amatrice, una delegazione della Curva Sud, il vicesindaco di Montella Antonio Ziviello, l’assessore Genoveffa Pizza ed alcune associazioni di volontariato montellesi.

Grande emozione al momento della consegna tra le mani di Pirozzi di un simbolico assegno di 15.600 euro: i fondi saranno destinati al progetto “Adotta un’opera” e contribuiranno alla costruzione di un centro sportivo polivalente per le scuole. Sì, ci sono cose che contano decisamente di più una partita di calcio, che può però essere una positiva metafora della vita, come ricordato dallo stesso Pirozzi ad Abodi, stimato tecnico ancor prima che punto di riferimento istituzionale per la sua comunità: «Il calcio ci insegna che dopo una sconfitta arriva sempre una vittoria. Che dopo essere caduti ci si rialza». E Amatrice non è sola, verrà sorretta: con lei c’è l’Irpinia, la Campania e l’Italia tutta.