Benevento

Ribadita in appello l'assoluzione, perchè il fatto non sussiste, stabilita dal Tribunale di Benevento, il 9 gennaio del 2013, al termine del processo a carico di Adriana Iannotti (avvocato Nazzareno Fiorenza), un'impiegata delle Poste accusata di peculato e falso. La pronuncia del collegio giudicante aveva riguardato all'epoca anche un'altra dipendente, ma il pm Antonio Clemente l'aveva impugnata soltanto in relazione alla posizione di Iannotti, per la quale aveva chiesto all'epoca la condanna a 3 anni e 6 mesi. Ieri la conclusione del giudizio di appello – il pg aveva proposto la pena di 2 anni per l'imputata – e la conferma dell'assoluzione di Iannotti, chiamata in causa perche ritenuta responsabile di essersi appropriata delle somme relative a sette versamenti effettuati dai clienti attraverso moduli di cui, secondo la Procura, non ci sarebbe stata traccia. Accuse che, come detto, sono cadute. Attraverso il suo legale, Iannotti preannuncia che avvierà azioni civili nei confronti delle Poste e di tutti coloro che hanno contribuito all'indagine avviata nei suoi confronti su circostanze del tutto infondate.