Archiviata dal gip Flavio Cusani, in linea con la richiesta avanzata dal sostituto procuratore Nicoletta Giammarino, l'inchiesta a carico di sei sindaci, del presidente del Consiglio comunale di un settimo centro e di un funzionario della Perfettura, avviata dopo la denuncia presentata poco più di un anno fa da Carmine Montella, primo cittadino di Paolisi, sulle vicende della Comunità montana del Taburno. La decisione del giudice è arrivata al termine della camera di consiglio che era stato necessario fissare dopo l'opposizione della parte offesa, che questa mattina, attraverso l'avvocato Ettore Marcarelli, l'ha ritirata, alla scelta della Procura.
Il gip ha ritenuto che nessuna delle condotte prospettate integrasse le ipotesi di reato di abuso d'ufficio e falso, per questo ha scritto la parola fine sull'indagine che aveva coinvolto Carmine Valentino, Giacomo Buonanno, Raffaele Scarinzi, Giuseppe Di Cerbo, Antimo Papa, Salvatore Paradiso - sindaci, nell'ordine, di Sant'Agata dei Goti, Moiano, Vitulano, Frasso Telesino, Tocco Caudio e Bonea-, Ciro Servodio, presidente dell'assise di Arpaia, ed Elvira Nuzzolo, all'epoca commissario prefettizio a Sant'Agata dei Goti, difesi dagli avvocati Marianna Febbraio e Pierluigi Pugliese.
I fatti erano relativi ad uno scontro politico che aveva tenuto banco per settimane, sfociando ad un tratto, nella contemporanea esistenza di due presidenti dell'Ente: quello in carica, Montella, che sette consiglieri avevano sfiduciato, nominandone un altro – Buonanno– nel corso di una contestatissima riunione del consiglio finita al centro dell'iniziativa di Montella, che il 6 novembre 2015 aveva salito con il suo legale le scale degli uffici della Procura.
Come si ricorderà, un esposto in Procura era stato depositato, a distanza di alcuni giorni, anche dall'attuale vertice della Comunità Taburno, Buonanno, e da alcuni consiglieri.
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