Benevento

Il clima era di una giornata da play off, col sole a bagnare il prato del Via del Mare. Si sperava in una rivincita del match dello scorso anno, quando nello stadio salentino la strega perse la semifinale perfetta. Non giocò male quel Benevento, ma gli mancò il cinismo e peccò di ingenuità nei momenti importanti. Per certi versi, per moltissimi versi, il Benevento che ha subìto il più classico dei pesci d'aprile l'altro ieri pomeriggio ha finito per somigliare esageratamente a quei film che promettono un gran finale ma deludono le attese. A un primo tempo di buon livello ha fatto seguito un crollo evidente di certezze. Come se il guerriero si fosse di colpo dimenticato di essere forte, di poter fare la differenza. Le parole di Salvatore Di Somma, direttore sportivo giallorosso, ci dicono di un epilogo venuto male le cui cause vanno analizzate il prima possibile. "Onestamente ci aspettavamo tutti un Benevento diverso. L'approccio alla gara non è stato malvagio, ma dopo aver giocato un primo tempo all'altezza era lecito attendersi una crescita graduale, cosa che in vece non si è verificata". Dopo l'intervallo la partita è cambiata ed è stato il Lecce a prendere in mano le redini del gioco. "Nella ripresa sembravamo totalmente un'altra squadra, ovviamente in senso negativo. Non ho visto il carattere e le motivazioni che hanno contraddistinto il Benevento fino a questo momento ed è francamente un peccato. Aver totalizzato tutti quei punti dopo aver compiuto mesi di sacrifici per poi ritrovarsi a cinque punti dalla vetta non è giusto principalmente per questi ragazzi che stanno facendo un grande campionato". Tuttavia per Di Somma la corsa al primato non è terminata. "So che posso sembrare un folle, ma per esperienza dico che bisogna crederci fino alla fine. Bisogna vincerle tutte, è chiaro, ma bisogna farlo sul campo non a chiacchiere. Ci aspettiamo tutti una grande reazione già a partire dalla sfida con la Reggina". La sosta spezzerà i ritmi di un campionato che finora non si è quasi mai fermato. "Avrei voluto evitarla. Scendere in campo subito sarebbe stato meglio per dimostrare  che abbiamo tanta voglia di riscatto. E' necessario che si faccia mea culpa e che si individuino subito le cause di questo calo, perchè gli appuntamenti importanti non vanno falliti e il secondo tempo del Via del Mare va messo tra gli errori che non bisogna più commettere. Serve una squadra meno bella e più cattiva. In queste categorie specchiarsi in sé stessi non porta a nulla, occorrono grinta e carattere. A Lecce queste cose sono venute meno". Qualcuno ha ipotizzato che alla base del calo mentale possa esserci stato il risultato positivo della Salernitana a Pagani. Conoscere cosa avessero fatto gli avversari avrebbe potuto influire in qualche modo nella testa dei calciatori giallorossi. "Non credo che ci si possa aggrappare a questo altrimenti il problema sarebbe importante. Tante volte la Salernitana ha giocato dopo di noi e ha sempre reagito bene, non voglio pensare che i risultati dei granata possano incidere sui nostri perchè ciò denoterebbe mancanza di personalità. Questa squadra di personalità ne ha tanta, ma in questo rush finale deve tirarla necessariamente fuori". 

 

Francesco Carluccio