Dalla striscia di successi ad un rapido passaggio in chiaroscuro: è la legge dello sport, del basket con ritmi forsennati e gare da gestire in quarantotto ore per una Sidigas Avellino passata dalla proiezione secondo posto in campionato e dal primato in coppa alla quarta posizione in Serie A e alla terza effettiva in Basketball Champions League. Novembre e dicembre si presentavano carichi di insidie e la Scandone ha purtroppo ceduto il passo a Reggio Emilia, Tenerife, Venezia e Strasburgo, competitor italiane ed europee, piazzando anche altri due stop con Ostenda e Cantù che rendono ancora più marcato il passivo: un periodo opaco che non cancella altre prove di livello firmate a stretto giro (Utena, Brindisi e Mega Leks) e quelle siglate con grande passo in avvio di campionato, ma che comunque va analizzato per capire i punti saldi da cui ripartire con maggiore forza per una Sidigas che resta in piena corsa per gli obiettivi stagionali in una stagione lunghissima.
Una costante negativa c'è nel percorso biancoverde: il divario in favore degli avversari in doppia cifra. Nella maggior parte delle gare, sin dall'avvio della stagione, Avellino si è concessa più volte il lusso di uno svantaggio oltre dieci punti con la puntuale ricerca di un recupero finalizzato con vittoria nella prima parte di campionato e non concretizzatosi, invece, in diversi appuntamenti recenti. Ieri sera, solo dal 20' si è accesa la vera Sidigas. Ferma agli sprint di Joe Ragland nella prima parte di gara, i lupi hanno trovato risorse diverse soprattutto con Levi Randolph. Energie mancate invece sul fronte Thomas-Fesenko in una giornata no. Per l'ala piccola di Memphis non è il primo passaggio a vuoto nell'ultimo periodo anche lontano dal PalaDelMauro. Da rimarcare la grande prova d'intensità offerta da Marco Cusin che nella metà campo difensiva è sempre più propositivo, ma che va innescato a dovere anche nei giochi offensivi. Con il tour de force, la prima occasione utile di rilancio è sempre dietro l'angolo e si presenterà domenica a Cremona (diretta su OttoChannel 696) contro la Vanoli, ultima in classifica, al PalaRadi, tabù per i lupi. Avellino non ha mai vinto a Cremona e contro il team non più guidato in panchina dall'ex Cesare Pancotto (esonerato dopo il ko di Brescia) la Scandone punterà alla discontinuità esterna provando a garantire sin dalla palla a due gestione: anche perché non si può sempre rimontare.
Qui la cronaca e le parole in sala stampa di Strasburgo-Avellino.
Redazione Sport