Avellino

 

di Andrea Fantucchio

Casette finalmente aperte al corso di Avellino. Abbiamo ascoltato i commercianti. (Clicca sulla foto di copertina. E ascolta le interviste di Ottochannel realizzate da Angelo Giuliani. Montaggio e riprese di Matteo Piscopo)

Il nostro viaggio inizia alle 10.

Stessa squadra di sempre. Io con taccuino digitale e fotocamera, Angelo Giuliani armato di microfono, Matteo Piscopo con la telecamera.

I pareri di chi "abita" le casette sono contrastanti. 

C'è chi è categorico: «Se si deve partire così in ritardo, meglio non aprire proprio. Abbiamo perso bei soldi. Speriamo che qualcosa si muova. Non sono troppo fiducioso».

Chi è più ottimista: «Ciò che è perso è perso. Ma cercheremo di recuperare. Ci affidiamo a buon cuore degli avellinesi. La gente ci aspettava e inizierà a spendere. Le casette sono più spaziose degli anni scorsi».

I commercianti riconoscono di aver pagato meno per l'affitto delle casette. Ma ammettono di essere stati danneggiati dal Natale iniziato in ritardo. Nessuno li risarcirà per i giorni persi. Né sono previsti sgravi economici.

Negozianti onesti nel disagio: «Sopravvivere non è facile. Ma siamo consapevoli che è un momento difficile per tutti i commercianti. Noi scommettiamo sul Natale. Anche se rientrare nei costi non sarà semplice. Vedremo. Questo ritardo ci ha penalizzato».

Fra i commercianti c'è chi è ospite fisso del Natale avellinese. Gli amici siciliani con cannoli e cassate. Il “re delle zeppole” e la signora del miele. 

Molti non parlano alle telecamere. Ma ci regalano ugualmente il loro punto di vista.

Ci raccontano dei sacrifici fatti per mantenere le attività. Sperano che gli avellinesi non siano troppo critici con chi viene da fuori e assicurano che faranno di tutto per rendere migliore questo Natale. 

Ma qualche polemica è nell'aria. Soprattutto nei confronti di chi vende elettrodomestici. Ci sono avellinesi categorici: volevano prodotti tipici. Come previsto dal bando che ha finanziato il Natale. 

Anche la commissione cultura ha sollevato il problema. Una parte dei soldi dirottati sul Natale rientra in un progetto di sostegno alla Terra dei Fuochi.

Con eventi a tema che sono stati sostituiti dal concerto in programma per fine anno. E da attività ricreative di vario genere.

La chiusura del nostro viaggio è dedicata agli avellinesi. Parlano dell'albero e degli addobbi accesi ieri.

Gli anziani sono entusiasti: «Un albero così qui non si era mai visto. Penso sia bello come il Nalbero di Napoli. Avellino non ha mai avuto una tradizione natalizia. Dobbiamo essere soddisfatti».

Ma qualche critica non manca: «Preferivamo l'albero naturale. Magari il cedro che già c'era in Piazza Libertà».

Complessivamente i pareri sono in linea con quelli raccolti ieri sera. Avellinesi entusiasti di albero e addobbi al corso. Mentre al centro storico continua la polemica legata alle luminarie considerate ridicole.