di Luciano Trapanese
Si fa tanto parlare di luci di Natale. Dall'inondazione luminosa in salsa salernitana. Al mega albero napoletano targato De Magistris. Per finire con il mesto luccichìo avellinese.
Da settimane la discussione si concentra tutta lì. Sulle luminarie. Da addobbo per le feste a questione politica. Che serve anche per capire che fine ha fatto la politica.
Ma oggi la domanda è un'altra: davvero le luci natalizie sono un balsamo per il commercio in profondo rosso?
Ad Avellino ne sono certi. Soprattutto i negozianti del centro storico (ma non solo). Lasciati quasi al buio da amministratori, come dire, distratti. Niente stelle, niente soldi.
Ma è proprio così? A sentire i commercianti di Salerno non proprio. Lì ci sono centinaia di migliaia di visitatori. Strade piene, bar pieni, ristoranti pieni. Compresi alberghi e bad and breakfast. Tasche gonfie, insomma. Ma non per tutti. Eh sì, perché il coro del lamento c'è anche lì. E lo intonano gli altri commercianti. Parafrasando un vecchio detto: strade piene, negozi vuoti.
Non bastano le luci. Anzi, non basta una città inondata di luminarie, intasata dal traffico, stracolma di turisti.
A Napoli la fotografia è identica.
Del resto, le luci fanno luce. Colorano le feste. Ma non sono addette ai miracoli. Il commercio agonizza per altro. Soprattutto perché i soldi sono pochi. E la voglia di spendere si è ridotta – è il caso di dirlo – al lumicino.
Ma c'è anche altro. Ed è una questione che non può essere ignorata. Un altro bel calcio al settore in ginocchio è arrivato dal web. E non da oggi. Il numero di persone che acquista su internet è in continuo aumento. Alla riduzione del giro d'affari dei negozi tradizionali segue sempre un incremento degli acquisti in rete.
Questo accade con o senza luci. E a dispetto della crisi. Significa qualcosa? Certo che sì. Tanti settori sono andati in tilt con l'arrivo di internet (mica dobbiamo parlare dei giornali cartacei?). L'unica soluzione è adeguarsi, mettere da parte antiche consuetudini e ripartire. Pronti a fare i conti con uno strumento nuovo.
E quindi, mettere insieme tradizione e innovazione. Il vecchio negozio e la possibilità di vendere prodotti anche nelle vetrine virtuali.
E' complicato? Certo. Ma difficile intravedere altre soluzioni.
Perché è vero, le luminarie possono aiutare. E sì, le feste sono sempre stato un consistente serbatoio di vendite. Ma non basta più. Anche perché le feste finiscono, le luci si spengono. E se non si immagina altro – sperando che passi la nottata della crisi -, i negozi restano comunque vuoti.