Benevento

Sara ha pochi mesi ed è ivoriana. E' la piccola star della giornata, per fare una foto con lei c'è da attendere il proprio turno. Giovanna che tutti chiamano mammina ha 93 anni. La sua saggezza le permette di comprendere il cuore degli altri e dispensare consigli preziosi. Sono sedute poco distanti. L'una tra le braccia della sua mamma, l'altra tra i sorrisi di chi le vuol bene. Man mano che i posti si occupano la sala San Damiano del Santuario della Madonna delle Grazie si riempie di storie. Le vite si intrecciano intorno a un tavolo in un “incontro” che è la parola chiave di quanto si sta celebrando.

E' il Pranzo di solidarietà con il quale la Pastorale Universitaria di Benevento ha deciso di festeggiare il Natale. Lontano dalla solitudine dei social, dalla corsa al regalo, dal consumismo sfrenato è qui, tra il broncio di un bambino e le rughe di un anziano che si riscopre il senso più vero del Natale. E' qui che i gesti semplici, gli sguardi, le parole sbocciano in un sorriso.

«Oggi gli universitari si tolgono le toghe, lasciano per qualche momento i libri e i loro computer e si mettono un grembiule per servire gli ultimi, gli esclusi».
Lo racconta così Don Paolo Scarafoni, cappellano delle Università di Benevento e del Conservatorio che spiega ancora: «Una cultura che esclude e scarta è il contrario di quel che significa università. La cultura più alta ci deve portare ad abbracciare tutti e in particolare gli ultimi» aggiunge prima di raccontare che questo pranzo è «un appuntamento che si ripete da diversi anni. E' il momento di festeggiare il Natale,il momento della gioia e dell'amore. E' quando il cuore si apre. E' un momento bellissimo. Dopo tutto il percorso dell'anno concludiamo con questa festa»

E' un mosaico di vite la grande sala da pranzo. Ci sono i migranti che provengono da varie case di accoglienza del Sannio. Ci sono alcune persone diversamente abili e gli anziani soli.
«Ci sono tanti conosciuti per strada che invitiamo uno ad uno, sono i nostri amici che incontriamo sui gradoni delle chiese e ai quali, prima di un posto a tavola, offriamo un posto nel nostro cuore». Filomena Rizzo, assistente diocesana della pastorale universitaria racconta: «accogliamo circa 100 ospiti. Gli esclusi, gli ultimi chi, come dice il Papa, si sente lo scarto della società. La Pastorale Universitaria si siede con loro, dopo averli serviti perché questo momento è animato dall'idea di una grande condivisione e unità».

A servire a tavola gli studenti e il personale docente e non docente di Università e Conservatori. In particolare diversi ragazzi delle associazioni studentesche per un momento che nasce dall'idea dell'accoglienza, della festa. «Oggi – aggiunge ancora Filomena Rizzo – è il compleanno di Papa Francesco. Noi lo festeggiamo qui insieme al suo nuovo orizzonte di carità».

 

Mariateresa De Lucia