di Siep
La svolta è arrivata. Gli inquirenti hanno il Dna dell’assassino. Esattamente ventidue giorni dopo l’omicidio di Vittorio Materazzo, l’ingegnere di 51 anni ucciso sotto casa, l’inchiesta è al punto che conta. Il tutto grazie a centinaia di tracce rinvenute non lontano dal luogo del delitto e messe a confronto con quelle della vittima, ma anche con quelle di Luca Materazzo, fratello minore del 51enne ucciso e - al momento - unico indagato in questa vicenda. Ieri mattina la decisione di convocare la vedova dell’ingegnere questa mattina in Procura.
Dunque nelle prossime ore p si chiederà l'archiviazione di Luca Materazzo, nel caso dai test fosse emersa la sua estraneità alla scena del delitto; oppure chiedere l’arresto dell’unico indagato, qualora dai reperti analizzati fosse emerso il suo profilo genetico.
Appuntamento intanto alle dodici, quando Elena Grande sarà ascoltata come testimone nel corso dell’inchiesta legata alla morte di Lucio Materazzo, il patron della famiglia di Chiaia, il padre di Vittorio deceduto in circostanze ancora poco chiare a luglio del 2013. Due morti, due indagini che pare ora si svolgano su binari paralleli.
Lucio non fosse morto in modo naturale e aveva poi chiesto la riesumazione del corpo del padre.