di Andrea Fantucchio
«Non sono interessati alla salute dei cittadini. Dov'è la novità? Si sono inginocchiati ancora una volta davanti a De Luca e a De Caro». Durissima la consigliera d'opposizione di Avellino Nadia Arace.
Condanna il comportamento dei consiglieri Pd che ieri hanno bocciato la mozione presentata dal gruppo “Si può”. (Clicca sulla foto di copertina. E guarda il servizio di Angelo Giuliani per Ottochannel. Riprese e Montaggio di Matteo Piscopo)
Documento che si opponeva all’ampliamento dello Stir di Pianodardine. Ottopagine ve l'ha anticipato.
I consiglieri del Pd hanno ignorato le proteste di questi mesi. Dalla marcia in estate agli incontri nei comuni irpini. Fino all'inchiesta della Procura. Indagine sulle attività industriali della Valle Del Sabato ritenute inquinanti.
L'Arace commenta caustica: «Dopo l’acqua ci scipperanno anche l’ambiente. I cittadini pagheranno ancora».
A tanti il voto di ieri sembra esclusivamente politico. Figlio di dinamiche interne al partito. Quasi che nessuno volesse inimicarsi il governatore De Luca. E il riferimento di partito De Caro.
Si poteva trovare una soluzione alternativa? Noi crediamo di sì. Anche di fronte all'emergenza rifiuti. Della quale ha parlato la Provincia per motivare il provvedimento di quest'estate.
Ve lo ricorderete.
Palazzo Caracciolo aveva annunciato: "Tutti i rifiuti umidi dell'Irpinia saranno stoccati a Pianodardine". Intervento che doveva durare novanta giorni. Non è andata così. La durata del provvedimento è stato estesa. E oggi è ancora in vigore.
I cittadini non si fidano più.
Non vogliono individuare un'area diversa da Pianodardine per lo stoccaggio dei rifiuti? Allora si inizi a pensare differentemente. Un esempio?
Guardiamo che succede a Oristano.
Qui si è puntato su un impianto di selezione, trattamento e valorizzazione dei rifiuti solidi urbani. La struttura è divisa in più lotti. Nel primo si tratta il “rifiuto secco non riciclabile”. Nel secondo quello “umido organico”. Dopo la lavorazione viene trasformato in composto di qualità per l'agricoltura.
Nel terzo lotto avviene la valorizzazione di materiali riciclabili come vetro, metalli, alluminio, plastiche, carta, cartone e ingombranti. L'impianto serve tutti i comuni della provincia.
Tempo di realizzazione impiegato: due anni e mezzo. Costo: ventidue milioni di euro.
Vi sembra una spesa enorme? Guardate tutti i capannoni e gli ecomostri disseminati fra Avellino e Provincia. Cambierete idea.
I comuni irpini potevano mettersi insieme e formulare un progetto simile da far finanziare. Dimostrando di voler puntare su un modello diverso per la gestione dei rifiuti.
Un modello che abbasserebbe costi di stoccaggio e quelli di trasporto.
Contribuendo al reale riciclo dei rifiuti. Un successo su tutta la linea. Altro che la situazione attuale. Con i cittadini stanchi di essere presi in giro.