Salerno

Una certa spavalderia- sportiva- ad Avellino, una sorta di "accontentiamoci del punto" a Salerno. Il derby di oggi è vissuto in modo quasi opposto dalle due tifoserie. Eppure, per organico e blasone, la Salernitana ha tutte le carte in regola per fare risultato pieno e per regalare un Natale ancora più sereno ad un popolo profondamente innamorato e che ieri pomeriggio ha creato un clima ideale per spingere calciatori e staff tecnico verso un successo che sarebbe fondamentale per la classifica e per il morale. Certo, le assenze di Odjer, Bernardini e Coda pesano come un macigno, ma questa Salernitana non può e non deve avere paura della penultima della classe e di una difesa tra le più perforate della categoria. Chiariamoci: anche un punto, in quel contesto ambientale e dopo una sconfitta casalinga, potrebbe far comodo ai granata, ma guai a partire battuti prima del tempo. 

"Segna per noi, vogliamo vincere" cantavano gli ultras al "Volpe", un coro diventato ormai tormentone e che accompagnerà 800 cuori granata al "Partenio": potevano essere almeno il triplo qualora ci fosse stato un aumento di capienza, ma siamo certi che la loro passione sarà come sempre determinante. Occhio alla fame agonistica di un Avellino che gioca molto meglio di quanto non dica la classifica e che è guidato da un tecnico pragmatico e che sta gestendo il gruppo con grande intelligenza. Castaldo-Ardemagni-Verde è un tridente da altissima classifica, D'Angelo incarna in pieno lo spirito del popolo irpino, Frattali è forse il portiere più forte della B, la società ha garantito presenza e sostegno durante la settimana, in più c'è un arbitro che non è sempre stato "generoso" nei confronti di una Salernitana incerottata e che farà leva sulla grinta di due ex particolarmente attesi.

Da un lato Zito, destinato a partire dalla panchina, ma sempre fondamentale per la sua carica agonistica (e forse, in questo tipo di gare, dovrebbe partire dall'inizio), dall'altro quel Joao Silva sin qui oggetto misterioso, ma che la proprietà sta incoraggiando e sostenendo sperando possa sbloccarsi. Del resto anche Lazzaro era un carneade fino a quel magico pomeriggio di gennaio, quando ammutolì il San Paolo in uno dei derby più emozionanti della storia. Che possa essere ancora un sudamericano a far impazzire Salerno di gioia? E' la speranza di tutti, Bollini compreso. Il mister, escludendo Donnarumma (ma non è ancora detto), si è assunto una bella responsabilità, ma quest'esclusione non rappresenta un addio scontato. La società, infatti, gli ha ribadito che non si muoverà da Salerno, almeno fino a giugno. Per risalire la china c'è bisogno anche di lui, così come di Rosina, Busellato, Ronaldo, Improta e Vitale. Gente forte, gente di carattere. Gente che questo derby può vincerlo. E allora "segna per noi, vogliamo vincere"

Gaetano Ferraiuolo