Altri 90 minuti, poi sarà tempo di bilanci e valutazioni. La sconfitta di Avellino non è andata giù alla società e, tra una settimana, potrebbe esserci un confronto con l'intero gruppo per fare il punto della situazione. Sotto esame alcuni elementi che, secondo i patron, avrebbero anteposto l'interesse personale a quello del collettivo, un atteggiamento ritenuto gravissimo e che potrebbe far da preludio a cessioni anche eccellenti. Smentite di rito a parte, in tanti hanno già la valigia in mano e tutti devono ritenersi sotto osservazione. Lotito, in particolare, è pronto a intervenire in prima persona così come accadde nel gennaio del 2014, quando una sua "irruzione" al Mediterranea coincise con una sorta di rivoluzione e con l'esonero di dirigenti, allenatori e staff, nonché con l'addio di molti giocatori considerati intoccabili.
Anche Fabiani, prima del derby, aveva lanciato un messaggio chiarissimo alla squadra: chi non se la sente è libero di andare altrove. Non sarà dunque la gara col Perugia a cambiare le idee di una società che, per quanto speso, si sarebbe aspettata un rendimento completamente diverso. Chi sotto esame? Difficile dirlo, di certo c'è che il "caso" Donnarumma e le esclusioni continue di Laverone e Caccavallo rappresentano motivi di riflessione. Anche in entrata qualcosa andrà fatta e la proprietà ha intenzione di muoversi soprattutto nel reparto arretrato, sperando possano esserci acquirenti per Schiavi e valutando l'ipotesi prestito a Pagani per Mantovani. Deli, insomma, non basta. Lo stesso Bollini (tre sconfitte in quattro gare, sicuri che il problema fosse Sannino?) non ha convinto in pieno e alcune scelte hanno fatto storcere il naso: dall'esclusione di Zito all'impiego di Joao Silva al posto di Donnarumma senza dimenticare la miriade di gol subiti su palla inattiva. L'allenatore non è in discussione, sia chiaro, ma non battere il Perugia potrebbe essere deliterio, ancor di più perchè alla ripresa la Salernitana è attesa da un calendario di fuoco. Urge una svolta, la società è pronta a scendere in campo.
Gaetano Ferraiuolo