E' stato uno dei primi ad essere invitato alla grande manifestazione del 15 gennaio, quando tante vecchie glorie granata torneranno a calcare il manto erboso dell'Arechi per una nobile causa. La società e il ds Fabiani, infatti, hanno organizzato un evento interamente dedicato alle vittime del terremoto di Amatrice, una nobile iniziativa che vede in Gennaro Gattuso uno degli ospiti d'eccezione. Intervistato in esclusiva dalla redazione di Granatissimi.Ottopagine, l'attuale tecnico del Pisa ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:
Pronto per tornare in campo con la maglia della Salernitana, seppur per un pomeriggio solo?
"Non so se il fisico regge. Battute a parte, sto facendo veramente i salti mortali per poter essere presente il 15 gennaio allo stadio Arechi per sposare un'iniziativa lodevole come quella della Salernitana"
E' bello che il mondo dello sport sposi queste battaglie sociali lanciando un segnale all'intera Italia...
"Sarebbe stato meglio non farne di iniziative del genere: quando si organizzano queste manifestazioni, significa che c'è stata una tragedia e tutti noi vorremmo che queste cose non accadessero mai. Personalmente ho trascorso un Natale un po' più triste del solito: ero con le persone più care mentre c'è gente che non ha neanche un tetto sotto il quale dormire. Il minimo che si possa fare è unire le forze e far capire che il mondo del calcio non è così sporco come lo si dipinge. E' obbligatorio da parte nostra aiutare concretamente chi è meno fortunato, quei bambini che piangono potrebbero essere figli nostri".
La tua presenza rafforzerebbe ulteriormente il legame indissolubile con Salerno...
"Tornerei volentieri, sarebbe bello poter rivedere tante persone che mi hanno manifestato una stima che non credo di meritare. In fondo sono stato lì appena sei mesi e non riuscimmo a raggiungere l'obiettivo, retrocedendo in serie B. Non dimenticherò mai l'applauso della curva quando sono venuto da avversario con il Pisa: colgo l'occasione per fare a tutti i tifosi granata gli auguri per un felice anno nuovo sotto tutti i punti di vista"
Che ricordi hai della tua esperienza salernitana?
"Breve, ma intensa. Salerno è stata un trampolino di lancio fondamentale per la mia carriera, ricordo che il presidente Aliberti spese tantissimi soldi pur di farmi indossare la maglia granata. Fu un'annata sfortunata, ricca di episodi sfavorevoli: siamo retrocessi per un solo punto pareggiando quella maledetta partita di Piacenza"
Come fa a retrocedere una squadra forte come quella?
"Abbiamo pagato l'inesperienza. E' vero che in rosa avevamo giovani fortissimi e che hanno giocato stabilmente in serie A per una decina d'anni, ma quando ti manca l'esperienza inevitabilmente perdi qualche punto per strada. Società, staff tecnico e giocatori mancavano della malizia necessaria per affrontare un torneo come quello, con avversari fortissimi che ti punivano ad ogni minimo errore. Ricordate quante volte eravamo in vantaggio al 90' e ci ritrovammo a pareggiare? Accadde in casa con Fiorentina e Bari, 4 punti in meno che ci hanno condannato alla retrocessione"
Hai girato gli stadi più importanti d'Europa e del Mondo. Quanto incide realmente il fattore Arechi, paragonando la tifoseria granata a tutte quelle che hai avuto modo di conoscere negli anni?
"Credo che Lotito abbia ragione, a Salerno c'è un pubblico che dà una grossa spinta e che può rappresentare un uomo in più per la Salernitana. Quando entri in uno stadio con 15-20mila persone, avverti una carica agonistica diversa: non a caso, all'Arechi battemmo quasi tutte le grandi della serie A. Ovviamente, se non hai la personalità giusta, la spinta diventa pressione e rischi di non rendere al massimo delle tue capacità. Anche gli avversari, però, possono farsi intimorire da una curva del genere"
Infine una battuta sul tuo Pisa...
"Stiamo parlando di un miracolo sportivo, i calciatori sono gli artefici principali. Fortunatamente le cose si sono sistemate sul piano societario, abbiamo ritrovato una stabilità economica che restituisce serenità allo spogliatoio e all'ambiente. Salvarci, però, sarà arduo: a breve, infatti, arriverà una penalizzazione in classifica per il mancato pagamento di alcuni stipendi. Vorrà dire che faremo un secondo miracolo sportivo: c'è una stagione da salvare, insieme possiamo farcela. Un in bocca al lupo, ovviamente, anche alla Salernitana"
Gaetano Ferraiuolo