La richiesta era stata avanzata dall'avvocato Roberto Prozzo qualche giorno fa, durante l'ultima udienza del processo. Il legale aveva proposto la revoca o l'attenuazione della misura a carico del suo assistito, motivandola con le condizioni di salute dei familiari. Il tribunale ha però detto no, confermando gli arresti domiciliari, ai quali si trova dallo scorso 9 febbraio, per Pellegrino Colangelo, capo dell'ufficio tecnico comunale di San Lorenzo Maggiore, accusato di concussione in concorso con il sindaco dello sesso centro, Emmanuele De Libero, anch'egli agli arresti in casa.
Nel rigettare l'istanza, il Tribunale spiega che la misura “si appalesa tuttora indispensabile in relazione alla gravità delle condotte contestate e della personalità del soggetto che si desume dalle circostanze e modalità dei fatti”. Il collegio presieduto dalla dottoressa Daniela Fallarino precisa però che “la misura, come ben evidenziato dal Pm (la dottoressa Donatella Palumbo), potrà essere eseguita con modalità che consentano di evitare pressanti controlli notturni in modo da salvaguardare la salute dei familiari conviventi”.
Al centro del processo - riprenderà l'11 gennaio -, nato da un'indagine dei carabinieri della Compagnia di Cerreto Sannita, c'è una presunta tangente del 10% che sarebbe stata pretesa da un imprenditore, Umberto Conti, che in aula ha ribadito le accuse, per lavori di infrastrutturazione, in subappalto, nell'area Pip di San Lorenzo Maggiore.
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