Salerno

Dopodomani Salernitana e Perugia si daranno battaglia per l’ennesima volta nella loro storia. Per quanto riguarda il 2016, è la seconda volta che le due squadre si affrontano: al "Curi" finì 1-1, anche in quel caso arbitrava Aureliano. Sarà l’ultima partita ufficiale dell’anno solare per entrambe le squadre e, ovviamente, anche per le restanti 20 di Serie B. Negli ultimi anni, soprattutto con l’avvento di Lotito e Mezzaroma alla presidenza della Salernitana, i granata hanno quasi sempre ottenuto risultati positivi nell’ultimo match dell’anno. L’unica eccezione lo scorso anno, quando contro il Como ultimo e successivamente retrocesso anticipatamente, i granata, in vantaggio grazie ad un gol di tacco di Coda, riuscirono a farsi raggiungere e addirittura ad essere sconfitti in extremis su rigore. I granata, inoltre, con i presidenti romani non sono mai stati sconfitti all’Arechi.

Volendo ampliare il discorso alle ultime 20 stagioni, notiamo che, dal 1997 ad oggi, il bilancio è di 7 vittorie, 6 pareggi e 4 sconfitte. Nel 1997, ad esempio, indimenticabile il successo per 2-1 ai danni del Torino: granata del Nord in vantaggio con Ferrante, poi un colpo di testa di Di Vaio e una beffarda punizione calciata da Giacomo Tedesco permisero alla capolista di mantenere il primato e di respingere l'assalto del Venezia. 365 giorni dopo altra sfida con una piemontese, stavolta con un risultato diverso: al "Delle Alpi" una tripletta di Inzaghi consentì alla Juventus di dare un calcio alla crisi, ma pesarono alcune decisioni arbitrali controverse. Gli anni 90 si chiusero con il 2-2 di Pescara: a segno Di Michele su rigore e Vannucchi con una splendida punizione dai 20 metri.

Tanti pareggi, invece, negli ultimi anni dell'era Aliberti: 1-1 a Cittadella (2000), 2-2 a Bari targato Vignaroli-Lazzaro (2001), 0-0 a Cosenza, gara che segnò l'esonero di Zeman e l'avvento in panchina di Franco Varrella. Nel 2003, invece, Pioli riuscì ad espugnare Venezia ottenendo la seconda vittoria consecutiva: decisivo Longo con un gol dopo 30 secondi della ripresa. Nel 2004 doccia fredda per Gregucci che, dopo cinque vittorie consecutive, si arrese al "Massimino" di Catania a causa di un pessimo primo: a nulla valse la rete illusoria di Palladino. L'era Lombardi ha regalato qualche soddisfazione in più: dal 2-0 sul campo della Pro Sesto all'1-0 di Manfredonia, quando Sestu segnò un grandissimo gol e il compianto Mancini fu portato in trionfo per alcune parate strepitose.

Per il resto solo sconfitte: nel 2010 e nel 2008 Sorrento ed Ascoli espugnarono l’Arechi. Granata che pareggiarono nell'ultima del 2009 (1-1 con l'Albinoleffe, a segno Perico e Stendardo, rinviata la gara successiva col Sassuolo per neve) ma persero nel 2007 (a Gallipoli).  Le cose sono andate meglio nella gestione Lotito-Mezzaroma. Due anni fa la Salernitana di Menichini col successo di misura sul Messina iniziò una mini fuga verso la Serie B e terminò l’anno spensieratamente. Nel 2013, invece, fu Mancini nel finale a ristabilire la parità in un derby che in caso di sconfitta avrebbe avuto del clamoroso. Passerella, invece, nel 2012 contro il Teramo: una Salernitana nettamente superiore era già avviata verso il ritorno in Serie C1. Per Lotito e Mezzaroma anche il primo Natale fu sereno dopo il successo esterno a Monterotondo. 

Marco Savarese