Avellino

 

di Simonetta Ieppariello

 

Tutta la sua vita è dentro un'automobile. Da tre anni. Tutta la sua vita è scandita dal ritmo di una città, il traffico, i pedoni, chi si affaccia a spiare cosa ci sia stipato in in quella macchina. La speranza è che per Antonio Martignetti arrivi presto una casa popolare. Vive in auto da tre anni e il nostro collega Andrea Fantucchio lo ha intervistato per primo, oltre dodici mesi fa, quando si era accampato lungo viale De Gasperi. Poi il suo lento peregrinare a bordo della sua utilitaria colore amaranto, in giro per zone e quartieri. Per un breve periodo la sosta addirittura in piazza Kennedy. E’ lui stesso a spiegare ai microfoni di Ottochannel che sa i rischi che ci sono nel vivere in un’auto. Andrà in onda stasera su Ottochannel, nell’edizione serale del tg, alle ore 19,45, canale 696 del digitale terrestre, la sua nuova intervista curata da Angelo Giuliani, in cui racconta cosa significhi vivere così. Nel vivere accampato in strada. Lo vediamo tutti, accampato in quella vecchia utilitaria, davanti il sagrato della chiesa di via Tuoro Cappuccini. Buste, cose, vestiti, fogli di giornale e stenti di una sopravvivenza piena di difficoltà. Era un meccanico e aveva una casa a Candida. Poi ha perso tutto. La crisi, i disagi, i costi sempre più alti della vita e del suo lavoro. Ma Antonio non perde la speranza e racconta come lui ami comunque una vita che, seppur difficile, gli ha riservato tante splendide sorprese come quella di scoprire la solidarietà della gente, delle persone comuni.  «Se dormissi in strada morirei prima, almeno così, soffro, ma è meno difficile». Il suo sogno? creare un policlinico dell’auto da donare ai giovani e magari, chissà, una compagna.