Avellino

Dal nostro inviato, Alessio Bonazzi

ROMA - È un coach Frates dispiaciuto ma non disperato quello che si presenta in sala stampa per commentare la sconfitta della Sidigas sul parquet della Virtus. «Faccio i miei complimenti a Roma perché ha giocato un'ottima partita. Da quando hanno aggiustato la squadra sono riusciti a trovare molte valide alternative. Sapevamo sarebbe stata dura e lo è stata, in effetti. Abbiamo sofferto tantissimo in area, dopo un primo quarto buonissimo, anche perché Anosike non è riuscito a giocare per problemi di falli. Siamo tornati sotto sul -1, poi però sono riusciti a trovare le contromisure al nostro quintetto strano, con Hanga da quattro. Abbiamo sbagliato, anzi direi sciupato tanto in attacco. Poco più del quaranta percento da due è poco e quando abbiamo fatto bene potevamo sicuramente scavare un vantaggio più ampio. Per il resto, dobbiamo aumentare la nostra durezza mentale. Abbiamo qualità e talento per competere, come abbiamo fatto stasera, ma ci manca ancora quella cattiveria e quel mestiere che dentro poteva darci una grande mano». La sconfitta contro la Viruts complica il sogno playoff dei biancoverdi, però Frates pone l'accento su un altro aspetto. «Non cambia niente perché sono arrivato ad Avellino per lavorare. La rincorsa diventa certamente più difficile e il margine da recuperare più ampio, ma giochiamo una partita alla volta e cerchiamo di migliorare ogni giorno. Lunedì prossimo c'è Pistoia. Abbiamo una settimana per concentrarci in palestra e migliorare gi aspetti che devono essere limati». Tornando al match, il coach milanese non boccia comunque la squadra. «Ci voleva più aggressività sulle palle vaganti e dovevamo concretizzare meglio le occasioni. Green? Può prendersi qualche tiro in più ma sinceramente non ha giocato male. Era una partita più dura rispetto a quella con Bologna. Dobbiamo migliorare sull'arco dei quaranta minuti e pensare a fare del nostro meglio partita dopo partita».