Una chiacchierata veloce dopo l'allenamento, poi la promessa di sostenere la Salernitana dal primo al novantesimo della sfida col Perugia a patto che i calciatori, a prescindere dal risultato, combattano e onorino la maglia. La pazienza dei tifosi è finita e i gruppi ultras, pur invitando tutti a gremire le scalee dell'Arechi, hanno lanciato un messaggio alla società attraverso una serie di striscioni esposti nei punti nevralgici della città. "Siamo stanchi, non tollereremo più mortificazioni" le parole della curva Sud, assai delusa per la prestazione offerta ad Avellino soprattutto nei primi 45 minuti. Tutti sotto esame: dalla proprietà all'allenatore passando per i giocatori, invitati a "non aggrapparsi a nessun alibi" e a "tirare fuori gli attributi nel rispetto di una tifoseria che fa tanti sacrifici ogni settimana".
Ieri Fabiani è stato categorico: "Metteteci la metà della passione della gente e vi ritroverete in alta classifica, ora siamo stanchi di questi risultati e di alcuni errori individuali che ci stanno penalizzando oltre ogni misura". Come detto, però, nessuna ipotesi diserzione. Qualcuno, per scelta, non sarà allo stadio, ma gruppi ultras, tifoseria organizzata e zoccolo duro non lesineranno il proprio fondamentale contributo. Durante la festa del CCSC, l'appello è stato praticamente unanime: "Sarebbe una follia abbandonare la Salernitana proprio ora, è il momento di rappresentare davvero il dodicesimo uomo in campo e di essere, come sempre, la forza della nostra squadra del cuore. Solo per la maglia, non per chi la indossa". Anche il capo ultras Mino Caputo, attraverso la propria pagina facebook, ha chiarito che la curva Sud non ha mai pensato di lasciare lo stadio vuoto, ancor di più in un momento così delicato. Tradotto: contestazione sì, ma incondizionato sostegno alla casacca. In fondo solo uniti si potrà battere il Perugia e la vittoria conta più di ogni presa di posizione.
Gaetano Ferraiuolo