Avellino

Dal nostro inviato, Alessio Bonazzi

ROMA - Non può che essere soddisfatto coach Dalmonte dopo la convincente vittoria della sua Roma su Avellino. L'ex Scandone prima di commentare la gara, però, ci tiene a fare una premessa: «Approfitto di qualche secondo per prendermi una libertà. Ricordare un uomo prima ancora che un presidente. Corrado era un signore, un uomo di altri tempi. Un gentiluomo prestato alla pallacanestro. Ci tenevo perché lo meritava ed estendo un abbraccio a suo figlio Alessandro. Passando alla partita, sono molto soddisfatto. Prima di tutto perché sapevo quanto i nostri tifosi ci tenessero e poi per come è stata costruita questa vittoria. Con dei lampi individuali e di altruismo, ma soprattutto di squadra e giocando con una grande intelligenza per colpire nelle situazioni offensive che la difesa di Avellino ci proponeva. L'abbiamo fatto sporcandoci le mani e abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo proposti. Nel primo tempo siamo stati insufficienti nei rientri e abbiamo dato troppa vita facile ai piccoli sui cambi. Credo che non si possa essere che soddisftti, perché stiamo portando avanti degli equilibri che sono ancora in fase di assestamento. È normale, abbiamo cambiato da un mese e mezzo e tutto richiede tempo. I quattro uomini in doppia cifra sono la dimostrazione del nostro gioco di squadra. Adesso avremo un calendario complicato e, dopo aver conquistato quattro successi di fila, saremo chiamati a giocarsi le nostre chance fino all'ultimo».