"Sostegno incondizionato alla Salernitana, ma siamo pronti ad alzare la voce dopo gli ultimi risultati negativi". Era stato questo, grossomodo, il diktat dei tifosi alla vigilia della sfida odierna col Perugia, quando in tanti invocavano addirittura una diserzione "per lanciare un messaggio a Lotito e Mezzaroma". Pur avendo contribuito alla conquista di una vittoria fondamentale ai fini della classifica e del risultato, il pubblico di fede granata ha "sfogato" la propria rabbia sportiva attraverso una serie di cori e striscioni diretti principalmente alla società, oggi rappresentata dal direttore sportivo Angelo Fabiani. Assenti, infatti, sia Claudio Lotito, sia Marco Mezzaroma, a quanto pare abbastanza infastidito per tutte le polemiche che hanno contraddistinto le scorse settimane. Ormai in silenzio dal giorno dell'addio di Sannino, il patron ha spesso invitato la gente "ad arrabbiarsi per cose più importanti di una partita di calcio. La mia mentalità è completamente diversa, le esasperazioni non le ho mai comprese e mi infastidiscono".
Il primo coro di disappunto è arrivato dall'anello inferiore dei distinti, un "Lotito pezzo di m..." che ormai da settimane riecheggia sulle scalee dell'Arechi. Per la verità gran parte degli spettatori presenti ha preso le distanze dal motivetto intonato da uno sparuto gruppo di supporters, ricordando a tutti che "siamo reduci da due fallimenti, contestare questa società significa avere memoria corta". "Cosa dovrei dire io che ho visto 50 anni di serie C" dice invece un tifoso coi capelli bianchi che segue abitualmente le partite in tribuna azzurra, "Lotito ha ragione: siamo una tifoseria di serie D" aggiunge qualcun'altro, conferma del fatto che la tifoseria è divisa ormai in due tronconi: da un lato chi sarà eternamente grato ai due presidenti per il miracolo sporivo compiuto in questo lustro, dall'altro chi non si accontenta della cadetteria e pretende una programmazione diversa ed ambiziosa.
Nella ripresa anche la curva Sud ha alzato la voce. Con civiltà, certo, ma con una presa di posizione quanto mai dura ed uno striscione dal contenuto assai forte. "Assenza costante di una dirigenza irritante, giocatori insufficienti e tv locali deprimenti. Salerno merita rispetto! M...", anche in questo caso con un termine "colorito" e che certamente non avrà fatto piacere alla società. Che la posizione di classifica possa aver creato malumore non ci sono dubbi, ma questo clima di malcontento generale non aiuterà certo la Salernitana. I tifosi restano la forza di questa squadra, ma peccare di memoria corta è un lusso che nessuna piazza può permettersi, soprattutto dopo tre campionati e due trofei vinti in pochissimo tempo. "Se non siamo ben accetti, andremo via da Salerno" hanno ribadito i patron. La speranza è che questo strappo possa ricucirsi, i risultati rappresentano l'unica medicina possibile.
Gaetano Ferraiuolo