Avellino

di Alessio Bonazzi

Il giorno dopo la sconfitta di Roma, la Scandone si trova a dover fare i conti con la realtà. Al Pala Tiziano è arrivato un k.o. che ha ridotto al minimo le speranze playoff dei biancoverdi. La Sidigas ha perso meritatamente, concedendo di fatto il controllo del gioco alla Virtus di Dalmonte e non dando quasi mai l'impressione di poterla vincere. Esclusa una buona seconda parte di primo quarto e la rimonta del terzo periodo, arrivata grazie alle giocate individuali di Banks, la Scandone ha dimostrato di essere meno squadra e, probabilmente, meno forte di Roma. Non tanto nei singoli, quanto nel collettivo. I capitolini hanno saputo imprimere sin dall'inizio il proprio ritmo alla partita, riuscendo a punire sistematicamente la serata no dei lunghi biancoverdi e trovando le contromisure anche al quintetto atipico obbligato presentato nel secondo tempo da Frates, con Hanga in ala grande e Trasolini da centro. L'allenatore milanese ha provato, come detto, a mischiare le carte in tavola, a far saltare i meccanismi di un'Acea in gran forma e che è corsa ai ripari un mese e mezzo fa aggiungendo dei tasselli funzionali al gioco di Dalmonte, ma quando la tua coppia di lunghi titolare segna in totale appena 12 punti (7 in meno del solo Ebi), con 4/15 dal campo e cattura soltanto 7 rimbalzi (1 in meno del solo Ebi), le possibilità di uscirne con una vittoria sono davvero risicate. Anche perché, oltre che sotto canestro, Roma ha anche vinto la sfida negli esterni. Curry rimane una delizia per chi mastica di pallacanestro, nonostante l'età e nonostante una condizione fisica non ottimale. La Scandone invece fa i conti con un Gaines che senza Green in campo non riesce a creare né per se né per gli altri. Lo stesso Green è apparso troppo altruista, in una serata nella quale, soprattutto nel secondo tempo, la Sidigas ha trovato non poche difficoltà nell'esecuzione degli attacchi. Avellino ha fatto un passo indietro rispetto al match contro Bologna e a cinque giornate dal termine sa che il proprio destino dipenderà anche dagli altri. Quindi alla Scandone non resta altro che provare a vincerle tutte, a partire dallo scontro diretto di lunedì 13 contro Pistoia, indipendentemente dalla possibilità di compiere quello che oggi sarebbe quasi un miracolo. Quantomeno per chiudere la stagione nel migliore dei modi.