Avellino

Salvo colpi di scena, nelle prossime ore saluterà l’Atalanta per trasferirsi all’Inter per una cifra da capogiro: 28 milioni di euro. Roberto Gagliardini è tra gli indiscussi uomini mercato della finestra invernale, che oggi ha aperto i battenti. Alle spalle un girone di andata mostruoso insieme alla sua Atalanta, ma pure, in un passato non molto più lontano, un trasferimento all’Avellino saltato in extremis. Sì, il nome di Gagliardini i tifosi del lupo lo conoscono molto bene, e non da qualche mese, avendolo giù udito svariate volte prima che il centrocampista si imponesse all’attenzione nazionale sino ad arrivare alla convocazione in azzurro. Su di lui il direttore sportivo del lupo, Enzo De Vito, aveva messo gli occhi fin dall’estate del 2014 quando poi il ragazzo scelse lo Spezia per continuare a farsi le ossa in Serie B dopo la parentesi al Cesena. Da convinto estimatore del talento di Bergamo, il dirigente irpino ci riprovò un’estate più tardi quando il giocatore fu davvero ad un passo da approdare all’ombra del Partenio: firma sfumata, quando era ormai tutto fatto, per il manifestarsi dei primi interessi di grandi club nei confronti del compagno di squadra e reparto, Alberto Grassi, trasferitosi senza fortuna al Napoli nel gennaio 2016. La necessità di temporeggiare degli orobici per non lasciare sguarnito il settore nevralgico portò l’Avellino a virare su altri obiettivi: arrivò l’allora sconosciuto Samuel Bastien, ora pure lui in massima Serie, ma tra le fila del Chievo Verona. All’epoca, l'improvvisa "fumata nera" causò più di un malumore nell'ambiente irpino. Si vociferò addirittura della volontà del giocatore di non scendere al Sud. Un'ipotesi smentita dal disvelamento delle reali evoluzioni della vicenda, ma strisciante e irritante al momento del suo passaggio al Vicenza, poi salutato a gennaio proprio in virtù del definitivo concretizzarsi dell’addio di Grassi, nel frattempo slittato. Il 10 ottobre 2015 una parte dei supporters irpini, proprio per il lungo corteggiamento mai finalizzato, gli riservó anche qualche fischio nel quarto d’ora concessogli da Marino in Avellino - Vicenza 1-4. Storie passate. Il tempo ha fatto il resto. Così come è destinato a farlo per un altro classe 1994 a lungo inseguito senza mai essere raggiunto: quell’Andrea Conti su cui è ora è forte il pressing di Napoli e Milan. Storie di calciomercato, che ribadiscono che i grandi nomi sono evidenti agli occhi di tutti; quelli dei campioni del domani solo allo sguardo attento di pochi.