Avellino

 

di Andrea Fantucchio

Stir, tutto rimandato a lunedì. Dopo l'incontro di questa mattina a Palazzo Caracciolo. 
Il Presidente della Provincia Gambacorta ha ribadito quanto già anticipato a Ottopagine. L'intervento previsto dalla Regione non sarebbe un ampliamento dello Stir. Ma una riconversione degli spazi. Il fine? Trattare all'interno del deposito vetro, plastica, carta e cartone. Senza più usufruire di piattaforme private.

Ha aggiunto che si tratterebbe di un risparmio per i cittadini.

Ma i primi cittadini della Valle del Sabato vogliono vederci chiaro. E si incontreranno lunedì sera per decidere la propria posizione.

Il vicesindaco di Atripalda Luigi Tuccia: «Come Comune vogliamo sia salvaguardato il territorio. Prima di parlare di Stir, va realizzato uno screening ambientale nella Valle del Sabato. Poi si può formulare una strategia di interventi mirati».

Ampliamento dello Stir. Nei giorni scorsi abbiamo registrato anche i no di Manocalzati e Montefredane.

Intanto oggi al tavolo in Provincia erano presenti le rappresentanze di Avellino, Pratola, Prata P.U., Manocalzati, Atripalda e Montefredane.

I comitati dei cittadini, dopo l'articolo di Ottopagine, avevano già risposto a Gambacorta. 

Diceva il dottor Franco Mazza: «Gambacorta gioca con le parole. Dice che non c'è nessun ampliamento. Ma si vuole realizzare un impianto di compostaggio all'interno dello Stir. Mah! Cose da pazzi!».

Insomma, i sindaci non si fidano della Provincia. E intendono andare più a fondo. La Valle del Sabato è un territorio già compromesso. Territorio avvelenato da anni di inquinamento ambientale. E richiede un'attività di monitoraggio seria prima che vengano realizzate altre attività o interventi. Anche perché, a due passi dall'area industriale, ci sono i centri abitanti. Dopotutto i cittadini esprimono una richiesta lecita: sapere in che percentuale il territorio è inquinato. E quali sono le cause. Per la salvaguardia della propria salute e di quella dei propri cari.