«In inverno tutti i pronto soccorsi sono pieni. Il Cardarelli, che pure aveva limitato il ricorso alle barelle, in questi giorni è dovuto ricorrere nuovamente a misure eccezionali. A Benevento abbiamo il 180 per cento dei casi di influenza rispetto allo scorso anno. Una falcidia di casi di malattie respiratorie che ha reso ancor più complicata una situazione già difficile».
Parte da qui Renato Pizzuti. Il direttore generale dell'ospedale Rummo di Benevento dà la sua versione dopo le accuse mosse negli ultimi giorni riguardo alla gestione del nosocomio.
Più voci hanno denunciato un pronto soccorso praticamente al collasso e reparti ormai senza più un letto libero.
La recente inchiesta aperta per la morte di un uomo morto in pronto soccorso ha acceso ancor di più i riflettori sulla struttura. In pochi giorni si sono moltiplicate le segnalazioni: dalle lunghissime attese a trasferimenti ingiustificati.
«Quando ci siamo insediati abbiamo trovato un ospedale con diversi problemi – prosegue Pizzuti - uno di questi è legato al personale del pronto soccorso. Abbiamo già bandito un concorso per sette medici più il primario. Ovviamente occorrono tempi tecnici per assumerli e questo comporta qualche disagio in più. Abbiamo fatto due riunioni sindacali negli ultimi tre giorni e nell'attesa dell'assunzione del personale che occorre apriremo avvisi pubblici. Stiamo rinnovando tutto il parco tecnologico. Alla risonanza magnetica vecchia di tredici anni, che è stata riparata dopo il guasto, se ne aggiungerà un'altra. Il tutto in tre mesi. Abbiamo fatto l'atto aziendale, stiamo provvedendo alla dotazione organica e al piano della performance. Difficilmente in tre mesi si poteva fare di più».
Pizzuti non si tira indietro. «Siamo in gioco, quel che succede ci vedrà presenti. I problemi saranno affrontati e risolti».
Direttore come pensate di risolvere la situazione delle lunghe attese in pronto soccorso. Con pazienti che rimangono lì anche tre o quattro giorni prima di un ricovero in reparto?
«Dopo una riunione sindacale abbiamo deciso di aprire l'Obi. Lunedì andremo a vedere gli spazi disponibili e quelli ritenuti adatti saranno destinati all'Osservazione Breve Intensiva che non è risolutiva ma aiuta molto. Consentirà la permanenza dei pazienti che sono in osservazione in pronto soccorso in un luogo protetto e darà loro la percezione di essere maggiormente assisti e accuditi dal personale sanitario».
Mariateresa De Lucia