di Siep
Una storia straziante. La storia di un uomo. Angelo invisibile e dimenticato fino a morire di disperazione. Viveva di niente, di stenti. Sopravviveva da oltre un anno, nel Mercatone di Avellino, abbandonato da trenta anni. La morte di Angelo Lanzaro ha scosso, commosso. Ha invitato tutti ad una presa di coscienza. Morire di freddo e dimenticato. Anzi. Nessuno, forse, vuole vedere il dolore del prossimo, perchè di Angelo si era parlato e aveva chiesto aiuto. Un uomo è morto a 44 anni, nell'opera simbolo delle incompiute della città. Il Mercatone. Oltre 30 anni di disastro a due passi da Comune, con il canitere del tunnel davanti, lungo la strada che porta alle periferie dimenticate di Quattrograne. Doveva essere il centro pulsante di vita e rilancio del post terremoto di Avellino. E' stato un disastro. Aperto e chiuso in poco tempo, perchè i negozi aprivano e abbassavano le saracinesche dopo poco. Nessun affare per nessuno, anzi la creazione, anno dopo anno, del ricovero dei disperati. La creazione di un inferno di aberrazione, di degrado. Sono morte due persone all'interno di quel gigante abbandonato e malato. Il primo disperato esattamente dieci anni prima. Era il dieci gennaio del 2007 quando una straniera avvertiva le autorità della presenza di un uomo, straniero anche lui, morto nel Mercatone. Dieci anni prima la stessa tragedia. Un altro invisibile che muore in quello stesso inferno.
Sarà effettuata oggi l'autopsia sul corpo di Angelo il senza fissa dimora, morto per assideramento la notte dell'Epifania di quest'anno, all'interno di un box del «Mercatone». Il sostituto procuratore di Avellino, Paola Galdo, ha affidato l'incarico al medico legale, Carmen Sementa, allo scopo di stabilire ufficialmente le cause della morte. La stessa Procura di Avellino, diretta da Rosario Cantelmo, ha aperto un fascicolo. Angelo era arrivato ad Avellino 5 anni fa si era trasferito ad Avellino da Visciano ( Napoli).
Ha avuto due compagni e lascia tre figli. Da un anno, insieme ad altri due uomini senza fissa dimora si era ricavato un riparo nella struttura commerciale dismessa. Nessuno dei suoi familiari, al momento, si è messo in contatto con il Comune di Avellino o con le forze dell'ordine, tranne una sorella la quale al sindaco di Avellino, che ha predisposto il pagamento dei funerali, ha chiesto il trasferimento della salma nella città di origine, come riporta La Repubblica. Il sindaco Foti ha disposto il trasferimento di alcuni senza fissa dimora in strutture di protezione.