Sembrano davvero lontanissimi i tempi in cui, per tutti, era davvero impossibile conquistare punti all'Arechi. Nella storia, infatti, il principe degli stadi ha sempre rappresentato un fedelissimo alleato per la Salernitana che, retorica a parte, ha sovente legato le proprie fortune al fondamentale apporto del pubblico amico. Basti pensare, tanto per non andare troppo indietro nel tempo, che nella stagione 2014-15, quella dell'agognato ritorno in cadetteria dopo un lustro infernale, i granata di Menichini hanno segnato il 78% dei gol attaccando sotto una curva che ha saputo trasformarsi nel vero bomber della Salernitana, una spinta quanto mai determinante capace di spostare gli equilibri e di aggiungere moltissimi punti in più in classifica. Nelle ultime due stagioni, purtroppo, le cose non sono andate benissimo e il 2016 non ha regalato tanti sorrisi al caloroso pubblico salernitano che, nel girone d'andata appena concluso, ha gioito 4 volte su 10 esibizioni casalinghe.
Il bilancio complessivo parla di 16 punti conquistati in casa, frutto di 4 vittorie (con Trapani, Benevento, Ternana e Perugia), 4 pareggi (Verona, Entella, Pisa e Pro Vercelli) e 2 sconfitte (Vicenza e Carpi), per un totale di 16 gol segnati, 12 subiti e due sole gare con la porta inviolata, troppo poco per una squadra che ha la fortuna di giocare dinanzi ad un pubblico sempre protagonista e mai semplice spettatore passivo. Dando uno sguardo al calendario, notiamo che nel girone di ritorno la Salernitana giocherà in casa le partite più difficili ed importanti. Fatta eccezione per la trasferta di Verona, infatti, il cavalluccio marino riceverà tante big del campionato, squadre sulla carta superiori tecnicamente, ma che si imbatteranno in uno stadio decisivo, caloroso e sempre pronto a rappresentare il dodicesimo uomo in campo. Si parte il 22 gennaio per sfatare il tabù Spezia: una vittoria potrebbe alimentare il sogno play off e permettere a tutti di vivere con maggiore serenità il viaggio al "Bentegodi".
Successivamente arriverà il Novara di Boscaglia, Sansone e Galabinov, altro scontro diretto assolutamente da vincere. In ordine cronologico, poi, la Salernitana affronterà Cesena, Spal, Brescia, Ascoli, Cittadella e Latina, tutte squadre ampiamente alla portata che potrebbero inchinarsi alla legge dell'Arechi, soprattutto se la media spettatori continuerà ad assestarsi sulle 11-12mila unità. L'ultimo mese mette i brividi al sol pensiero e già immaginiamo uno stadio da record e gremito in ogni ordine di posto. Il trittico è da pelle d'oca, roba da far stropicciare gli occhi anche al cassiere: si partirà il 25 aprile con Salernitana-Bari (chissà se anche stavolta si permetterà ai tifosi ospiti di occupare in massa tutti i settori dello stadio, l'anno scorso non mancarono polemiche e critiche social), poi arriverà un avversario storico come il Frosinone (presumibilmente a caccia di punti utili per la promozione diretta), si chiuderà con il super derby con l'Avellino che, chissà, sarà fondamentale in ottica salvezza per gli irpini. 270 minuti da 60mila spettatori- almeno- in media, un Arechi d'altri tempi che vivrà tutto d'un fiato queste 11 partite interne che potrebbero cambiare la storia della stagione. Solo con il dodicesimo uomo la Salernitana può continuare a sognare...
Gaetano Ferraiuolo