Benevento

Sono un caso. Quando succede qualcosa di particolarmente toccante diventano una notizia. Nella quotidianità rimangono lì a dormire tra i cartoni dinanzi alle stazioni o sulle panchine. Gli homeless, i senza tetto, hanno storie che spesso non racconteranno.
Vite spezzate che finiscono per strada. In una solitudine che diventa impossibilità della relazione con l'altro.
Chi riesce a tendere una mano e a chiedere aiuto lo trova in strutture come la Caritas. Almeno nel momento di maggiore necessità.

Gli altri proseguono in una routine resa pericolosa dal freddo e dalla abbondante nevicata degli ultimi giorni. Sono dovunque. In ogni centro. Questa foto è stata scattata ieri davanti alla stazione centrale di Benevento.
Sono quasi le 10 del mattino. La temperatura è vicina alla zero. Tra le coperte c'è un essere umano.

La storia che da venerdì ha sconvolto l'Italia, la morte di Angelo il senza tetto che dormiva nel Mercatone di Avellino, si consuma ogni giorno, ogni notte. Tra gli sguardi distratti dei passanti che si indignano se la leggono sui giornali o la ascoltano in tv ma che quando trovano la solitudine stesa accanto a loro non sanno come reagire. Sui social fioccano i post ma non basteranno a salvare nessuno. Occorre recuperare l'umanità.

 

Madel