Avellino

di Alessio Bonazzi

Anche sabato, contro Roma, è stato il migliore fra le fila biancoverdi. Adrian Banks, dopo una prima parte di campionato in sordina, è esploso nel girone di ritorno. Più coinvolto in attacco, meno titubante nella scelta dei tiri, la guardia statunitense ha fatto segnare una crescita da non sottovalutare sotto tutti gli aspetti del gioco. Di contro, invece, la Scandone non ha saputo seguire il trend dell'ex Varese, crollando in classifica e facendo incetta di risultati negativi. Un paradosso che può essere spiegato con il calo delle prestazioni di buona parte del roster irpino. Banks nel girone di ritorno segna di più (18,5 punti di media in dieci giornate), con percentuali notevoli dal campo (57% da due e il 52,2 da oltre l'arco). Ha anche più tiri a disposizione e riesce a sfruttare la sua abilità nell'uno contro uno per arrivare spesso al ferro e andare spesso in lunetta. Non a caso, l'atleta di Memphis è il primo in Serie A per liberi tentati e realizzati.

Spesso, probabilmente troppo, l'esito dell'attacco biancoverde è dipeso dalla capacità di Banks nell'uno contro uno. Soprattutto prima dell'arrivo di Green, la palla viaggiava poco in casa Avellino e affidarsi al talento individuale dello statunitense era spesso la migliore, seppur ultima, soluzione. Mentre lui cresceva, però, calavano i suoi compagni di squadra. Gaines, dopo una prima parte di campionato fra luci ed ombre, ha sempre più raramente fornito prestazioni soddisfacenti, così come Cavaliero è definitivamente crollato dal punto di vista delle percentuali e da quello mentale. Un blocco, quello del capitano biancoverde, che lo perseguita da inizio stagione. Il triestino viaggia a soltanto 6,9 punti di media, con una percentuale che da oltre l'arco è scesa fino al 25,7% nelle ultime dieci di campionato. Quello che poteva essere uno dei perni della Scandone si è rivelato uno dei suoi punti deboli. Cavaliero dalla panchina poteva essere un'arma importante per i lupi, ma il giocatore visto la scorsa stagione ad Avellino quasi mai ha fatto capolino nel corso di questo campionato.

Per provare a piazzare il miracolo negli ultimi cinque turni, Avellino dovrà per forza di cose ritrovare il suo capitano, che a Roma ha dato qualche piccolo segnale di risveglio. Per non lasciare Hanga e Banks a predicare nel buio e per poter consentire a coach Frates di distribuire meglio le responsabilità in squadra. La Sidigas è chiamata a cinque finali, per i playoff e per l'orgoglio. Un obbligo al quale i biancoverdi non possono sottrarsi.