Avellino

 

di Simonetta Ieppariello

Le emergenze non vanno rincorse. A Rione Parco la dimostrazione concreta di un impegno del fare. Nessun annuncio. Anzi. Un prete di frontiera, di una parrocchia nel cuore di una periferia dimenticata apre ai senzatetto e grazie alla collaborazione dell'associazionismo solidale che ha attivato una raccolta di beni come coperte, giubbotti, maglioni, e altri indumenti per tenere al caldo le persone che non hanno nulla. I cosiddetti invisibili. E' il cuore grande di Avellino che si è messo in moto. La notizia del senza fissa dimora morto nel Mercatone abbandonato nella notte dell'Epifania ha scosso dal profondo cuori e coscienze dei cittadini. Angelo Lanzaro era un uomo che aveva bisogno di aiuto e sostegno. E' morto tra degrado e sporco, dimenticato. Aveva tre figli e solo 44 anni.

Eccola la parrocchia di Santa Maria di Costantinopoli aperta a chi ha bisogno. Dormire al caldo e dignitosamente si può. E accade in una chiesa ubicata in una quartiere come Rione Parco dove gli stessi residenti si sentono figli di un Dio Minore, abbandonati ai rischi e drammi di una periferia degradata. «Non si può sempre rincorrere l'emergenza -spiega don Emilio Carbone, parroco della chiesa con due sedi una a Rione Parco, l'altra a corso Umberto nel centro antico -. Ho annunciato l'iniziativa nella messa della domenica mattina e in tanti hanno fatto. Hanno dato». La chiesa e il mondo del volontariato insieme. I cavalieri di Malta e l'associazione Lotta per la Vita hanno raccolto anche brandine per creare ricoveri e calore. «Si può e si deve fare di più senza aspettare che ci scappi il morto -spiega Don Emilio -. Un invito, il nostro a fare e dare. Senza che un uomo debba morire prima».