Per due volte a Frosinone, a colloquio con il calciatore, convinto e motivato ad accettare l’offerta dell'Avellino. Le richieste via e-mail del procuratore Max Hagmayr totalmente accolte, con pronta risposta: 12000 euro per sei mesi di contratto più premi in caso di salvezza e playoff. Il sostengo dello stesso Frosinone, pronto a corrispondere al regista il proprio di premio, ovvero quello promozione, a patto che firmasse per il trasferimento in Irpinia ammortizzando i costi per l'eventuale acquisto, a luglio, di Mokulu. Nulla di tutto questo è servito ad arrivare al fatidico “nero su bianco” di Robert Gucher, ormai ad un passo dal Vicenza. L’obiettivo numero uno per il centrocampo di Novellino è clamorosamente sfumato, in barba al costante ottimismo che ha costantemente accompagnato la trattativa: lunedì scorso si attendeva null’altro che la sigla sugli incartamenti e l’annuncio ufficiale dell’ingaggio a titolo definitivo sino al 30 giugno 2016, dopo che (unica titubanza palesata dall’austriaco) l’ormai ex capitano dei ciociari aveva declinato la prima proposta della dirigenza irpina, così determinata a porlo al centro del proprio organico da offrirgli tre anni e mezzo di contratto. Lo spettro della Lega Pro e lo spauracchio delle penalizzazione, un fantasma oggettivamente difficile da trascurare; lì a suggerire prudenza rispetto a accordi pluriennali. L’Avellino si era adeguato a queste perplessità riducendo la durata del vincolo, pur di averlo.
Nulla da fare. Perché le condizioni di cui sopra, dettate ed accettate, sono diventate il termine di paragone con cui Gucher è stato offerto al club veneto, pronto a pareggiare il compenso di cui la società dell’amministratore unico Walter Taccone era pronta a farsi carico. Con buona pace di chi, per Gucher, cura gli interessi in Italia: Patrick Bastianelli. Pure lui, legato alla dirigenza dell’Avellino da anni di collaborazioni, aveva dato il via libera al suo trasferimento all’ombra del Partenio. A parità di condizioni, anzi pure rinunciando ai premi del Frosinone, Hagmayr ha scelto con Gucher, e per Gucher, la strada che conduce ai biancorossi, incontrati in giornata per dare corpo a una sterzata in extremis in direzione "Romeo Menti".
La fatidica telefonata attesa al termine della giornata del definitivo dentro o fuori è arrivata. Da parte del presidente del Frosinone, Maurizio Stirpe, che ha comunicato, dopo un incontro con lo stesso Hagmayr, suo malgrado, la scelta del suo tesserato. Non è Avellino. Un brutto colpo, tecnico e d’immagine per il lupo, che in giornata ha intanto reso noto di aver preso, dalla Salernitana, il cursore di fascia Lorenzo Laverone. L’ambiente non ha affatto incassato bene le prime voci circa l’inattesa “fumata nera” e si rincorrono le contestazioni sul web. Ma tant’è. Si è scelto di virare su Alex Pederzoli, trentaduenne del Venezia, con vicende passate legate al calcioscommesse che stanno già sollevando autentici polveroni. In mano non resta che un pugno di mosche e la sensazione, crescente, che servirà un’autentica impresa per condurre in porto la salvezza.