“Caro direttore, mette tristezza leggere le argomentazioni – ahimè, sempre le stesse da 40 anni - della segretaria provinciale di SEL la quale sembra ignorare che è proprio la 194 (art 2) a prevedere che un’associazione come il Centro di Aiuto alla Vita possa fornire la propria collaborazione alle strutture sanitarie in favore delle donne che hanno difficoltà a portare avanti una gravidanza”.
Comincia così la lettera di Carlo Principe, presidente del Centro Aiuto alla vita di Benevento, che risponde alla nota che Federica De Nigris, della segreteria proivinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, aveva indirizzato qualche giorno fa al sindaco Fausto Pepe, definendo “un atto gravissimo” il contributo che il Comune di Benevento, con una delibera, aveva accordato al Centro di Aiuto alla vita, associazione anti abortista di Benevento.
“E’ un fatto - prosegue la nota - che le oltre 400 donne incontrate sull’ospedale e che hanno rinunciato all’aborto dopo un colloquio con i volontari e l’impegno del CAV a sostenerle, non si sono mai pentite per aver dato alla luce i loro figli. De Nigris dovrebbe interpellare queste donne, come anche le altre circa 1400 mamme che, a causa di difficoltà legate a una gravidanza imprevista, si sono rivolte al CAV certe di ottenere un aiuto concreto per crescere il figlio. Sempre contraddittori gli ideologi dell’aborto libero. Affermano di difendere i diritti della donna riempiendosi la bocca di frasi come “l’aborto è dramma” per lei, ma poi la invitano a farvi ricorso in nome della “libertà di scelta”. Salvo poi dileguarsi quando ella, presa coscienza della dura realtà dell’aborto - che è ben più di un’estrazione dentaria - cade in preda alle sindromi, spesso devastanti, del post-aborto”.
“Ora - si legge in conclusione - , non so se il Comune abbia veramente messo a disposizione dei fondi (non ho alcuna comunicazione), ma mi chiedo: dov’è il male se una istituzione pubblica si impegna, tramite associazioni di volontariato, a offrire alla donna un’alternativa a queste sofferenze e a salvaguardare una vita umana? Non è forse suo preciso dovere sostenere la maternità e la famiglia quali preziose risorse per una società peraltro affetta da una grave crisi demografica? Non è la stessa 194 a prevedere (art 1, 2 e 5) un’azione preventiva dell’aborto? O forse De Nigris è convinta che i 600 bambini abortiti ogni anno a Benevento, col corollario delle sofferenze di altrettante mamme, siano del tutto irrilevanti?”.