Chiamatela pure "la maledizione del primo acquisto", ma anche quest'anno si è confermata una curiosa tendenza. Il primo innesto del mercato estivo corrisponde anche alla prima partenza, talvolta addirittura in largo anticipo rispetto alla riapertura delle liste a gennaio. Stavolta è toccato a Lorenzo Laverone, difensore voluto fortemente dalla società per colmare la lacuna sulla destra, strappato ad una concorrenza assai agguerrita e poi girato senza troppi rimpianti a una diretta concorrente come l'Avellino tra lo stupore di buona parte della tifoseria. Nell'era Lotito-Mezzaroma, questo modus operandi rappresenta una sorta di consuetudine. Anche nell'anno della serie D i primi a salutare la compagnia furono Licciardi e Zero, a Fiuggi con Perrone in prova e successivamente accantonati per far posto ad altri elementi considerati più pronti per il torneo di serie D.
In Prima Divisione le cose non sono andate diversamente. Il colpo di mercato lo mise a segno Mariotto assicurandosi le prestazioni di Grassi, peccato che il talentuoso fantasista, a causa di uno strappo con mister Sanderra, decise di tornare al Pontedera proprio alla vigilia del match d'esordio contro il Lecce, una scelta che costò al tecnico la contestazione ad oltranza- e incomprensibile- di tutta la tifoseria granata. Un anno dopo la storia si è ripetuta, addirittura con un "tris": via già a fine agosto mister Somma e Andrea Giacomini, poi toccò a Ivan Castiglia, seperato in casa fino a dicembre e poi prestato al Como, laddove vinse il campionato da assoluto protagonista.
L'estate del ritorno in B, invece, fu caratterizzata dal caso Fall, corteggiato per mesi, aggregato al ritiro e successivamente rispedito al mittente dopo una serie di episodi che animarono la preparazione della Salernitana. Anche Russotto, prelevato dal Catanzaro dopo un'annata strepitosa, fu girato al Catania insieme ad un altro nuovo acquisto, quel Liverani che a Salerno non è riuscito mai a scendere in campo. In questa stagione, come detto, è toccato a Laverone, per due anni di fila tra i migliori terzini della B sacrificato sia da Sannino, sia da Bollini in nome di moduli e schemi che, ormai, vengono anteposti alle potenzialità dei giocatori.
Gaetano Ferraiuolo