Quando aveva sentito quelle parole, era rimasta di stucco. Aveva sperato di aver capito male, per questo le aveva chiesto di ripeterle. “Quell'uomo mi tocca...”, aveva ribadito la piccola, mimando il gesto. Da alcuni giorni la mamma ne aveva notato il cambio di umore, le era sembrata turbata da qualcosa. Per questo, pensando, magari, ad uno screzio con un'amichetta, aveva spinto la figlioletta a confidarsi, a spiegare cosa la preoccupasse. Senza immaginare che lei, 10 anni, potesse essere finita nel mirino delle 'attenzioni' morbose di qualcuno. Uno che potrebbe essere suo nonno. Non uno sconosciuto, ma un vicino di casa. Come accade, purtroppo, molto spesso. Sono i termini, inevitabilmente parziali, dell'ennesima storia di abusi. Allo stato, presunti.
Arriva da un centro del Medio Calore ed è al centro di un'indagine diretta dal sostituto procuratore Marilia Capitanio. Una denuncia l'innesco di un'attività investigativa che sarà scandita anche da un incidente probatorio. L'ha chiesto il Pm, per acquisire la prova prima del dibattimento in un appuntamento dinanzi al gip nel corso del quale la minore – i genitori sono assistiti dall'avvocato Antonio Leone – sarà chiamata a ripercorrere, in forma protetta, la vicenda di cui sarebbe rimasta vittima. A puntare il dito, dunque, contro colui – è difeso dall'avvocato Mario Villani- che l'avrebbe palpeggiata e molestata sessualmente. L'avrebbe fatto nell'appartamento della bimba, al quale l'ultrasettantenne aveva accesso. E' davvero andata così o si tratta del frutto delle fantasie che a quell'età non è possibile escludere? Come sempre in questi casi, non mancano i dubbi sulla ricostruzione di fatti che sarebbero andati avanti per un bel pezzo. E che sarebbero saltati fuori quando la minore, incalzata dalla madre, comprensibilmente preoccupata, le aveva riferito quelle frasi. “Quell'uomo mi tocca...”.