Striscioni sugli ospedali di Napoli e proteste con occupazioni simboliche a Benevento e in altre città della regione. Prosegue la denuncia di comitati e attivisti contro i casi di mala sanità campana.
L'episodio di Nola non è un'eccezione, ma la drammatica norma di un sistema allo sfascio. E' questo senso dei diversi blitz coordinati dagli attivisti e dai comitati che in Campania si battono per difendere il diritto alla salute.
Durante la notte a Napoli sono apparsi i primi striscioni in diversi ospedali della città: il San Paolo, il Santo Bono, l'Ascalesi, il Don Bosco, il Loreto Mare, il San Gennaro.
Protesta che è continuata in mattinata con altre occupazioni simboliche: a Benevento un presidio degli attivisti del L@p Asilo 31 ha fatto sentire la propria voce all'Ospedale Civile Rummo.
«Siamo qui per ribadire la necessaria attenzione a quello che accade in un ospedale che nelle ultime settimane è stato teatri di diversi casi di presunta malasanità».
Gli attivisti del L@p Asilo 31 richiamano soprattutto le denunce dell'associazione IoXBenevento che ha più volte evidenziato le problematiche che affliggono il nosocomio sannita: da un pronto soccorso al collasso alla mancanza di apparecchiature e personale.
Il blitz regionale, intitolato emblematicamente “De Luca Pienz' a salute: dimettiti” vuole essere “Una risposta forte contro lo scempio della sanità campana e in solidarietà ai lavoratori che stanno protestando e che sono stati minacciati di ritorsioni da parte del governatore De Luca”.
Insomma per lo sfascio della sanità campana gli attivisti puntano il dito contro il Presidente della regione. “Il vero responsabile è De Luca, di cui tutti ricordiamo il comizio in cui si inneggiava allo scambio di favori e alla costruzione di truppe di consenso nella Sanità. Il governatore deve dimettersi”.
Mariateresa De Lucia