Salerno

92 presenze e 40 reti in campionato, giocate da fuoriclasse che permisero alla Salernitana di sognare il ritorno in serie A prima di arrendersi allo strapotere di Napoli, Brescia, Vicenza e Atalanta, una serie di gol da antologia ricordati ancora oggi come tra i più belli della quasi secolare storia granata, un comportamento sempre estremamente professionale anche quando Aliberti non gli permise di firmare con la Roma. Bastano questi elementi per capire perchè, ancora oggi, David Di Michele sia uno degli attaccanti più amati dalla tifoseria granata, un fuoriclasse assoluto che, in carriera, avrebbe meritato occasioni ancor più importanti e che sogna, in futuro, di tornare a Salerno in veste di allenatore. Quando ieri è sceso in campo all'Arechi indossando quella maglia storica, qualcuno si è addirittura commosso e il parere era praticamente unanime: "Fisicamente sta bene, potrebbe fare la differenza ancora oggi in cadetteria". Nella serie B di un tempo si giocò il titolo di capocannoniere con gente del calibro di Schwoch, Caccia, Hubner, Bellucci, Carparelli, Marazzina, Saudati, Toni e Ghirardello, raggiungendo quota 23 e piazzandosi al secondo posto alle spalle di Francioso, un bellissimo testa a testa che appassionò il pubblico per tutta la stagione.

In occasione dell'amichevole benefica per Amatrice, Di Michele è tornato a Salerno e, ai nostri microfoni, si è espresso così: "E' sempre una grande emozione tornare a Salerno, è uno stadio che mi ha regalato gioie immense e che mi ha permesso di arrivare in serie A e di disputare un'ottima carriera. Ho vissuto tre stagioni straordinarie, condite da gol in serie, dal secondo posto nella classifica cannonieri e dalle reti contro l'Inter che ogni tanto vado a rivedere su internet: vi assicuro che ho la pelle d'oca anche a 18 anni di distanza. La retrocessione? Ancora oggi ci chiediamo come sia stato possibile non salvarsi con quell'organico, probabilmente se Oddo fosse arrivato prima le cose sarebbero andate diversamente. Un vero peccato, c'è tanto amaro in bocca per quel pareggio di Piacenza. Ad ogni modo ringrazio ancora di cuore il pubblico dell'Arechi, una tifoseria caldissima che incide tanto sull'esito di una gara e che permette a tutti i giocatori di esprimersi al meglio".

Nel video che segue l'intervista integrale

Gaetano Ferraiuolo