Era il 23 gennaio 1988 quando una mano assassina, fece fuoco contro di lui uccidendolo a Roma, sull’Appia antica sotto gli occhi della fidanzata Letizia durante una rapina, compiuta ai suoi danni. Ariano da quella tragica sera, non lo ha mai dimenticato. Presto si realizzerà il sogno di intitolare una strada ad Angelo Grasso, nel Piano di Zona. Un desiderio espresso dai familiari che finora purtroppo non è stato ancora esaudito per una serie di ostacoli burocratici. Chi non ricorda quel 23 gennaio 1988. Ariano tremò dopo la terribile notizia giunta dalla capitale. Angelo libero dal servizio, si era appartato con la sua fidanzata Letizia Cavicchia, lungo l’appia antica. Ad un tratto quell’incontro fu interrotto dall’arrivo di due giovani con il volto coperto da passamontagna. Alla vista dei malviventi l’agente Grasso non rimase impassibile, non poteva. Non era un giovane qualunque, era un poliziotto, doveva opporsi ai suoi rapinatori con tutte le sue forze. E al rifiuto di consegnare quei soldi e gioielli i due delinquenti, fecero fuoco contro l’auto di Angelo, una fiat ritmo, che il giovane aveva da poco acquistato. Anche Grasso, estratta la pistola, sparò. Ma i proiettili dei due rapinatori lo avevano già ferito mortalmente. Terrorizzata, la giovane Letizia, resasi conto della gravità della situazione, riuscì a spostare il corpo già senza vita di Angelo, sul sedile accanto, guidando per oltre tre chilometri fino a raggiungere il più vicino ospedale. Non ci fu nulla da fare, tutto si rivelò purtroppo inutile. Furono subito avviate le indagini. Il fratello Ottone, in servizio nell’arma dei carabinieri, giurò vendetta. A distanza di nove mesi dopo il delitto furono arrestati dalla squadra mobile due giovani tossicodipendenti di 23 e 24 anni, ritenuti colpevoli dell’omicidio. Il 23 gennaio scorso c’è stata la consueta commemorazione tra le più toccanti nel cimitero arianese ed organizzata nei minimi dettagli dal Vice Questore Maria Felicia Salerno la quale si sta impegnando molto per far si che possa concretizzarsi il progetto dell'intitolazione della strada. Un ricordo indelebile di un figlio della Polizia di Stato, caduto nell’adempimento del proprio dovere.
Gianni Vigoroso