Salerno

Complici le prestazioni altalenanti di Terracciano, la società ha deciso di puntare su un portiere che potesse garantire maggiore affidabilità soprattutto nelle uscite. Da ieri, Alfred Gomis è un nuovo calciatore della Salernitana e difenderà i pali fino a giugno con la speranza di far meglio di chi, presumibilmente, finirà in panchina dopo un girone d'andata da 5 in pagella. Guai, però, a caricare di responsabilità l'ex pipelet di Avellino e Cesena: Gomis è fermo da mesi (e per un portiere è un handicap non di poco conto) e deve essere lasciato libero di lavorare ed, eventualmente, sbagliare. In attesa di capire chi scenderà in campo tra i due domenica prossima contro lo Spezia, registriamo un nuovo cambio tra i pali a stagione in corso. Non è la prima volta, infatti, che la Salernitana decide di acquistare a gennaio un numero uno di spessore, pronto a dare qualche punto in più in classifica e a trasmettere la necessaria sicurezza al reparto difensivo.

In alcuni casi, il cambio di guardia ha sortito gli effetti sperati. Senza andare troppo indietro nel tempo, ricordiamo quanto accadde nella stagione 2013-14, quando mister Gregucci "impose" l'acquisto di un portiere d'esperienza bocciando l'acerbo Berardi e quel Iannarilli protagonista in positivo in serie D, ma apparso impacciato e insicuro in Prima Divisione. Al suo posto ecco Piergraziano Gori, professionista esemplare che prese la Salernitana dodicesima in classifica e la lasciò trionfante dopo la vittoria del campionato. Il suo battesimo? In casa contro il Barletta, quando parò un calcio di rigore beccandosi subito un 7 in pagella. Nella stagione successiva le sue mani furono determinanti per la cavalcata vincente e, ancora oggi, in tanti rimpiangono la sua partenza, una di quelle scelte di Lotito che ha fatto storcere il naso a tifosi e addetti ai lavori.

Risultati positivi anche nel 2011, quando Nicola Salerno prese atto dello scarso rendimento di Polito e ingaggiò Nicholas Caglioni. Chi l'avrebbe mai detto che quel portiere fermo da tempo sarebbe diventato uno degli "eroi" di una Salernitana bella, vincente, ma soprattutto capace di onorare la maglia pur senza percepire soldi. Il suo esordio a Pagani fu devastante, "ha salvato la Salernitana perchè ha parato anche le pietre" per dirla alla Eziolino Capuano. E poco importa se Iuliano la prese male abbandonando il terreno di gioco dopo la scelta di Breda: i fatti dissero che Caglioni contribuì e non poco alla rincorsa play off, chiudendo l'annata in curva da ultras con una maglia "dedicata" ai veronesi. In altri casi, invece, le cura è stata peggiore del male. Nel 2008-09, ad esempio, Lombardi decise di accantonare Pinna (per la verità autore di un girone d'andata tra alti e bassi) puntando su Berni, decisivo in tante occasioni nel bene, ma anche nel male. Ricordano tutti i miracoli di Frosinone o le due parate decisive nel derby con l'Avellino, ma anche le "papere" con Modena, Albinoleffe e Ancona che potevano costare caro. Non a caso Brini, nel finale di stagione, affidò nuovamente a Pinna le chiavi della porta.

Con Aliberti, invece, solo Balli e Soviero riuscirono a iniziare e concludere la stagione; per il resto valzer discutibili (Marruocco-Botticella, i "due numeri dodici" che non piacevano a Zeman), scelte deludenti (De Lucia) e cambi quasi obbligati. Nel 1999 si pensò di sostituire Ivan con Squizzi, bocciato dal campo dopo le clamorose papere contro Napoli e Monza. Al suo posto, a fine ottobre, ecco Fabrizio Lorieri, una vera e propria saracinesca che fallì soltanto una gara, quella del San Paolo. Tardivo, invece, l'innesto di Nigmatullin (stagione 2002-03, arrivò con la Salernitana ormai con un piede e mezzo in C1), bene, invece, Ambrosio, che sostituì quel Brunner premiato come miglior portiere della B per due anni di fila, ma che a Salerno non riuscì mai ad essere protagonista. In bocca al lupo, Alfred!

Gaetano Ferraiuolo