Avellino

 

di Andrea Fantucchio

Buone notizie per i senzatetto ospitati dalla Cgil di Avellino. C'è chi si occuperà di loro. Ieri sono stati distribuiti fra la Caritas e la comunità parrocchiale di Maria Santissima Addolorata a Starze di Summonte.

La polizia municipale ha eseguito il riconoscimento dei senzatetto in sede. Poi affidati all’intervento dei servizi sociali.

Spiega l'Assessore alle politiche sociali Teresa Mele: «Prima è stato eseguito un riconoscimento dei senzatetto. Poi ci siamo occupati della famiglia italiana ospitata nella struttura. Gli assistenti sociali hanno realizzato una relazione. E' stata individuata una collocazione. La famiglia ora sarà assistita come merita».

Abbiamo ascoltato Ornella Adiglietti della parrocchia di Starze di Summonte: «Ieri in Cgil è arrivata anche un’altra signora. In sede c’erano già due ragazzi con la madre. La donna è stata affidata alla Caritas. Mentre i due figli sono stati ospitati nella parrocchia di Summonte. Dove si trovano tutt’ora».

Il parroco  di Starze di Summonte don Marcelo Tahuil voleva dare una mano. Così ha aperto la canonica.

Ora bisognerà procedere al reinserimento della famiglia nel contesto sociale. Ma un ulteriore passo è stato compiuto. Dopo che anche Antonio Martignetti, il 70enne che dormiva in auto ad Avellino, è tornato a casa. Così come Sergio, compagno di sventura di Angelo al Mercatone.

Risultati figli anche dell’attenzione collettiva che si è sollevata intorno all'operato dell'amministrazione dopo la morte di Angelo. I riflettori dei media e della collettività si sono accesi spingendo le istituzioni ad intervenire.

Proprio la tragedia del Mercatone ha ricordato l’importanza di creare una rete di assistenza sociale. Adesso si attende il controllo delle cooperative che si occupano del piano di zona cittadino. Controllo annunciato a Ottopagine dall'Assessore alle politiche sociali, Teresa Mele.

E’ poi vitale  stilare una lista dei casi cittadini che richiedono assistenza immediata. Si contano sulle dita di una mano e richiedono interventi adeguati e rapidi. 

Tutti devono fare qualcosa: associazioni del terzo settore, la Chiesa, ma anche i cittadini organizzandosi autonomamente.

Ora più che mai c’è bisogno di collaborare.  Poi verranno i momenti difficili. Quando Angelo sarà solo un lontano ricordo.

E' allora che bisognerà continuare a fare assistenza, a stringere i denti.  A dimostrare la stessa solidarietà e sensibilità mostrata in questi giorni. Solo così la comunità dimostrerà di essere cresciuta. E onorerà davvero la memoria di Angelo. 

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